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Pae White e Vhernier: gli anelli ispirati ai granchi che uniscono arte e alta gioielleria alla Biennale di Venezia

A Venezia, tra canali e pietre antiche, l’arte si fa preziosa. Quest’anno la Biennale accoglie qualcosa di diverso: non solo tele o sculture, ma gioielli d’autore firmati Vhernier, in collaborazione con l’artista Pae White. Un incontro insolito, dove il mare, la luce e il tempo si trasformano in oggetti da indossare, da sentire sulla pelle. La città lagunare diventa così la cornice ideale per un dialogo che unisce la tradizione artigianale a un’estetica contemporanea, capace di sorprendere chi guarda e chi sceglie di portare con sé un pezzo di quella magia.

Pae White e Vhernier: un incontro di mondi diversi

A Venezia si celebra la collaborazione tra la Maison Vhernier, storica realtà milanese fondata nel 1984, e Pae White, artista americana conosciuta per la sua capacità di catturare l’effimero: la luce che cambia, i suoni della natura, i riflessi che sfuggono. La sua arte spazia da piccole opere a installazioni di grande scala, e questa volta si traduce in una collezione limitata di gioielli che esplora i ritmi del mondo naturale. Dopo un’anteprima a Los Angeles a casa del collezionista Eugenio Lopez, i pezzi vengono mostrati a Palazzo Soranzo Van Axel, nel cuore di Venezia.

Questa sinergia nasce dall’incontro di due sensibilità diverse ma che si completano: il rigore dell’artigianato e la libertà della creatività artistica, il valore di ogni singolo oggetto e la forza di una storia raccontata attraverso il gioiello. Pae White ha trovato in Vhernier il partner giusto per trasformare la sua visione del tempo e della luce in creazioni preziose.

Il granchio, simbolo di un legame profondo con il mare

La collezione prende spunto dal mondo marino della California, terra natale di Pae White. L’artista ha osservato con cura conchiglie e granchi lungo le coste, e proprio il granchio diventa il filo conduttore della linea di anelli per Vhernier. Non è un soggetto casuale: una sua versione stilizzata è già incisa sulla maniglia del negozio Vhernier a Milano, quasi un segno del destino.

Nel 2023, durante una visita nelle gallerie milanesi che rappresentano l’artista in Italia, Pae White ha riscoperto questo dettaglio, rafforzando il legame con il brand. Da qui è partita una ricerca minuziosa sull’architettura dell’esoscheletro del granchio, che si traduce in molteplici varianti di forme, realizzate con metalli preziosi e pietre, ognuna a raccontare quell’ecosistema marino. Il mare diventa così musa e laboratorio di un processo creativo che unisce arte e oreficeria.

L’uso della madreperla abalone, alimento naturale dei granchi, rende ancora più intenso questo rapporto, mentre pietre e materiali scelti richiamano la trasparenza e il movimento dell’acqua. Ogni dettaglio nasce da un’osservazione attenta e da un profondo rispetto per i cicli della natura.

Artigianato d’eccellenza e innovazione: la tecnica “Trasparenze”

Per dare vita a questi gioielli, Pae White ha lavorato a stretto contatto con i maestri orafi di Vhernier, esperti in tecniche sofisticate come le “Trasparenze”. Questo metodo prevede l’uso del cristallo di rocca sovrapposto a pietre preziose, creando giochi di luce che amplificano i colori e danno un senso di sospensione, come se si fosse sotto il mare.

Affascinata da come il colore si muove e cambia, White ha trovato in questa tecnica un terreno fertile per la sua ricerca artistica, condividendo con Vhernier la stessa cura maniacale per il dettaglio. L’artista ha più volte sottolineato la sua ammirazione per i laboratori di Valenza, veri scrigni di tesori dove ogni gesto è pensato e perfezionato.

Ogni anello è frutto di un lavoro paziente e accurato: saldature, rifiniture e incastonature invisibili sono stati testati e ritoccati più volte. Questo processo conferma il valore dell’esperienza artigianale, rivista in chiave contemporanea, che da sempre distingue Vhernier e il suo design scultoreo.

Dieci anelli esclusivi: gioielli come sculture da indossare

La collezione è composta da dieci anelli diversi, ognuno realizzato in soli due esemplari, a sottolineare l’unicità e l’esclusività di queste creazioni. Madreperla abalone, giada, zaffiri, diamanti e oro bianco si uniscono al cristallo di rocca sovrapposto, che funziona come una lente capace di moltiplicare le sfumature e ricreare l’effetto dell’acqua che danza.

Questi gioielli non sono semplici ornamenti, ma vere e proprie architetture da indossare. La struttura in oro segue la forma naturale della pietra, e ogni dettaglio è realizzato a mano, dalle saldature agli incastri invisibili. Dietro ogni pezzo c’è un continuo gioco tra progetto e sperimentazione, tecnica e creatività.

Il risultato è un perfetto equilibrio tra alta gioielleria e arte contemporanea: ogni anello nasce come una piccola scultura, che racconta il mondo naturale con precisione e poesia.

Pae White debutta nell’alta gioielleria con un’occasione speciale

Questo progetto segna il debutto ufficiale di Pae White nel mondo dell’alta gioielleria, un passo che si lega idealmente alla sua esperienza veneziana del 2017. Allora, l’artista aveva lasciato il suo segno con un grande muro colorato in vetro riflettente a San Giorgio Maggiore, un intervento che aveva già fatto parlare di sé e che ha aperto la strada a questa nuova collaborazione con Vhernier.

Presentare la collezione a Palazzo Soranzo Van Axel nel 2024 è un segnale forte: l’arte si spinge oltre i confini tradizionali, unendo artigianato e sperimentazione contemporanea. La partnership tra un nome di spicco come Vhernier e un’artista di rilievo come Pae White accende i riflettori su un percorso creativo originale, dove il gioiello diventa arte e la natura resta la fonte inesauribile di ispirazione. Venezia, ancora una volta, si conferma protagonista di eventi d’eccellenza.

Redazione

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