Oltre 600 milioni di euro per le startup italiane ed europee. Così P101 SGR ha annunciato, il 29 giugno 2026, un’operazione destinata a cambiare il volto del venture capital nel nostro Paese. L’integrazione con PranaVentures dà vita a un nuovo polo in grado di accompagnare le giovani imprese dalla fase pre-seed fino al scale-up, coprendo così ogni tappa del percorso imprenditoriale. Non è cosa da poco: pochi, in Italia, possono vantare una combinazione simile di capitale, esperienza e rete internazionale.
Il momento non è casuale. Il venture capital europeo sta vivendo una trasformazione profonda. Gli investimenti si concentrano, ma cresce anche la richiesta di un sostegno più mirato, di un affiancamento reale ai fondatori. Questa mossa di P101 e PranaVentures è la risposta a quell’esigenza. E segna l’inizio di una nuova sfida, con strategie e obiettivi ambiziosi.
Fondata nel 2013 da Andrea Di Camillo, P101 SGR si è rapidamente imposta come uno dei principali gestori di fondi di venture capital in Italia, con un occhio rivolto all’Europa. In dodici anni, ha portato a termine oltre 300 investimenti, distribuendo quasi 250 milioni di euro in aziende innovative, soprattutto nel settore tecnologico. Tra i suoi investitori figurano nomi importanti come il Fondo Europeo per gli Investimenti, Cassa Depositi e Prestiti e diverse fondazioni e famiglie imprenditoriali italiane.
Oggi gestisce otto fondi con un patrimonio complessivo che supera i 600 milioni di euro. Nel portafoglio di P101 ci sono più di sessanta aziende attive, che nel 2025 hanno fatturato insieme circa 2 miliardi di euro e impiegano oltre 5.500 persone. Grazie a una rete solida, P101 punta a crescere ancora, non solo mettendo risorse sul tavolo, ma offrendo un supporto operativo concreto alle startup tecnologiche in ogni fase del loro sviluppo.
PranaVentures è nata nel 2021 con un capitale iniziale di circa 40 milioni di euro. In pochi anni si è ritagliata uno spazio come operational venture capital, specializzata nel seed su startup digitali e tecnologiche. Qui il capitale non basta: il vero valore è l’accompagnamento ai founder su temi chiave come tecnologia, finanza e strategie di mercato.
In meno di cinque anni, PranaVentures ha chiuso circa 50 investimenti, accompagnando una ventina di startup e realizzando tre exit di successo. Il team, guidato da Lisa Di Sevo e Guido Giordano, ha sviluppato una particolare abilità nel riconoscere e far crescere imprese nella loro fase più delicata, quella iniziale, fatta di rischi ma anche di grandi opportunità.
Con l’integrazione di PranaVentures, P101 fa una scelta netta: puntare con forza sul seed, un segmento finora poco coperto in Italia, offrendo alle startup un supporto completo e strutturato. Il team si rafforza con competenze specifiche, mantenendo la vicinanza al founder e ampliando la capacità finanziaria, così da poter seguire anche i round successivi.
A corredo di questa unione, è stato lanciato il fondo Prana101, con un target di raccolta da 100 milioni di euro. Si tratta del primo strumento del nuovo polo, che focalizzerà gli investimenti su pre-seed e seed, dando particolare attenzione alle startup che lavorano con tecnologie abilitanti, soprattutto soluzioni basate sull’intelligenza artificiale. L’IA ha cambiato radicalmente il gioco, abbattendo i costi e accelerando i tempi di sviluppo rispetto a pochi anni fa.
Oggi il polo conta più di 80 aziende in portafoglio e quasi 700 milioni di euro raccolti. L’obiettivo è chiaro: superare presto il miliardo di asset gestiti.
Andrea Di Camillo, fondatore e managing partner di P101, ha definito questa integrazione una tappa fondamentale per crescere e costruire un modello italiano di venture capital competitivo in Europa. “L’idea è creare una SGR più solida e completa, capace di accompagnare le startup in tutte le fasi con risorse, competenze e una rete internazionale.”
Lisa Di Sevo, fondatrice di PranaVentures, ha sottolineato come l’intelligenza artificiale abbia trasformato il contesto del seed capital: “oggi le startup muovono passi più veloci e con costi più bassi, ma servono decisioni rapide ed efficienza operativa per sfruttare al meglio le opportunità.” La collaborazione con P101 permetterà di mantenere un approccio operativo e vicino ai founder, ma con risorse più ampie e un accesso più qualificato a mercati e investitori istituzionali.
La nuova alleanza vuole consolidare e allargare la presenza italiana nel panorama europeo delle startup tech, puntando su un sostegno più forte e diffuso nelle fasi cruciali di crescita pre-seed e seed. Il venture capital italiano ed europeo guarda con attenzione a questa mossa che potrebbe segnare una svolta nelle possibilità offerte alle nuove imprese.
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