Il 16 maggio 2026 segnerà una svolta per chi si muove in città con il monopattino elettrico. Da quella data, sarà obbligatorio esporre un contrassegno identificativo, un piccolo ma importante passo verso una maggiore regolamentazione. E non finisce qui: dal 16 luglio scatterà anche l’obbligo di assicurazione Rc, una novità che punta a tutelare utenti e terzi in caso di incidenti. Dopo anni di vuoti normativi e incertezze, il legislatore ha deciso di mettere ordine in un settore cresciuto a ritmo sostenuto, ma finora quasi senza regole precise. Il Codice della Strada, che risale a un’epoca in cui i monopattini erano solo un’idea lontana, si aggiorna finalmente con una riforma del 2024, pensata per portare più sicurezza e responsabilità sulle strade italiane.
Contrassegno e assicurazione: le novità che cambiano il gioco
Il cuore della nuova normativa è il contrassegno identificativo, una sorta di “targa” da applicare in modo permanente sul monopattino. Dal 16 maggio 2026 chi vorrà circolare dovrà richiederlo tramite una piattaforma online gestita dalla Motorizzazione Civile. L’obbligo vale anche per i rappresentanti di minori dai 14 anni in su. Se si vende il mezzo, il contrassegno va tolto e cancellato dal registro, e il nuovo proprietario dovrà fare domanda per uno nuovo. A differenza di auto e moto, questo contrassegno non “segue” il mezzo, ma è personale.
Due mesi più tardi, dal 16 luglio, arriva l’obbligo di stipulare un’assicurazione Rc specifica per i monopattini. Si allinea così la micromobilità alle regole già note per altri veicoli a motore. Le compagnie assicurative si sono già mosse, ma non tutte le polizze oggi disponibili rispettano i nuovi criteri. L’assicurazione dovrà essere collegata al contrassegno per facilitare i controlli da parte delle forze dell’ordine.
Chi non rispetterà queste regole rischia multe tra 100 e 400 euro. È chiaro che il legislatore vuole mettere un freno all’anarchia che finora ha caratterizzato la circolazione dei monopattini elettrici.
Regole di guida e sicurezza: cosa cambia per chi si muove su due ruote
Oltre al contrassegno e all’assicurazione, il nuovo Codice della Strada fissa regole precise per l’uso dei monopattini. L’età minima per guidarli sale a 14 anni, una norma già prevista ma poco applicata finora. Il limite di velocità resta a 20 km/h, con l’obbligo di rallentare a 6 km/h nelle zone pedonali, per tutelare chi cammina.
È vietato trasportare passeggeri o animali, così come trainare o farsi trainare da altri mezzi. Le mani devono rimanere sul manubrio, tranne per le manovre di svolta. Novità importante: il casco diventa obbligatorio per tutti, non più solo per i minorenni.
Il monopattino deve avere luci davanti e dietro, frecce direzionali e un buon sistema frenante. Di notte o in condizioni di scarsa visibilità, è obbligatorio indossare giubbotti o bretelle riflettenti. Infine, va montato un segnalatore acustico per avvertire gli altri utenti della strada quando serve. Tutto questo per ridurre incidenti e rischi, visto che finora molti circolavano senza alcuna precauzione.
Dai primi passi al 2026: come si è arrivati a questa svolta
Per capire queste novità bisogna fare un passo indietro. Il Codice della Strada del 1992 non prevedeva nulla per i monopattini elettrici, che hanno iniziato a diffondersi solo dal 2019. Prima di allora, il loro uso era vietato sulle strade e nelle aree pedonali, e si parlava in modo generico di “acceleratori di andatura”, lasciando spazio a molte interpretazioni.
Il primo vero intervento è arrivato con il decreto Toninelli del luglio 2019, che ha autorizzato una sperimentazione nei centri urbani, consentendo ai Comuni di regolamentare l’uso dei monopattini. Ma la normativa era ancora frammentata e poco chiara.
A dicembre 2019 un emendamento ha equiparato i monopattini alle biciclette, fissando limiti di potenza e velocità. Nel 2020 la circolazione è stata estesa alle strade urbane con limite fino a 50 km/h e alle piste ciclabili.
Negli anni seguenti si è cercato di mettere ordine, ma la necessità di una regolamentazione completa è rimasta evidente. Nel 2023 il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un decreto legislativo che introduceva l’obbligo di assicurazione, recependo anche indicazioni europee.
La legge definitiva è arrivata nel novembre 2024, dando il via a un nuovo quadro giuridico che mette i monopattini finalmente in regola con il sistema della mobilità urbana.
Cosa cambia per utenti, città e assicurazioni
Con queste norme cambia tutto per chi usa il monopattino e per le città. Gli utenti dovranno fare attenzione alle nuove procedure: richiesta del contrassegno e stipula dell’assicurazione Rc. Questo si tradurrà anche in un aumento dei costi, con premi assicurativi che in media andranno dai 39 agli 80 euro l’anno, a seconda della polizza.
Le compagnie assicurative stanno già proponendo soluzioni dedicate, sia estensioni della Rc familiare che polizze specifiche per la micromobilità, con coperture extra come tutela legale, infortuni e assistenza. Chi sceglie dovrà verificare che la polizza rispetti le nuove regole e sia legata al contrassegno.
Per le amministrazioni locali, invece, si apre uno strumento in più per tenere sotto controllo la circolazione, ridurre incidenti e scoraggiare comportamenti pericolosi o l’abbandono selvaggio dei mezzi. L’obiettivo è trasformare i monopattini da fenomeno improvvisato a una vera modalità di trasporto urbana, regolata e sicura.
Da ultimo, il settore assicurativo vede nascere un mercato in crescita, con la mobilità leggera pronta a diventare un terreno su cui le compagnie puntano forte, insieme a e-bike e altri mezzi simili.
Con queste nuove disposizioni, l’Italia avvia una fase decisiva per la micromobilità, chiudendo un capitolo di incertezze e aprendo la strada a un futuro più ordinato e sicuro.
