A Casamassella, un borgo minuscolo nel cuore pulsante del Salento, un enorme carro-uccello ha preso forma. Non è solo un’opera d’arte, ma un ponte tra memoria e territorio, un racconto che si muove e respira con il vento. Alla Red Lab Gallery, artisti e paesaggi si sono fusi in una residenza unica, dove ricordi personali si intrecciano con la materia grezza del luogo. Qui, nulla resta fermo: il cielo, le onde, persino gli uccelli sembrano partecipare a un rito che trasforma ogni cosa in uno spettacolo vivo, palpabile, che cattura lo sguardo e non lo lascia andare.
Al centro di questo progetto c’è il grande carro-uccello, un’opera che sfugge a ogni definizione netta. Agata Ferrari Bravo e Thomas Michael Saccuman hanno creato un ibrido tra scultura e performance. Realizzato con cartapesta, pezzi di luminarie e oggetti raccolti proprio a Casamassella, il carro non è un’installazione statica. È un organismo che si smonta, si sposta e si riaccende, vivo e in continua evoluzione. Cambia forma, significato e senso a ogni nuova interpretazione, aprendosi allo spazio e al tempo.
Dentro la Red Lab Gallery, Flavio Favelli ha firmato un intervento che accoglie questo arrivo. Le luminarie, ormai spente, si trasformano in strutture sospese, leggere e fluide, che creano un’atmosfera intima e meditativa. Non sono più semplici decorazioni: diventano l’ossatura di uno spazio che amplifica immagini e memorie, trasformando la materia stessa della galleria.
La residenza di Ferrari Bravo e Saccuman non è stata una semplice visita. Il Salento, con i suoi paesaggi e le sue storie, ha impregnato ogni gesto degli artisti. Pur venendo da strade diverse, hanno costruito un legame profondo con Casamassella. Il loro lavoro si basa da sempre sulla raccolta e il riuso di oggetti trovati: una vera e propria archeologia contemporanea che qui si fa ancora più intensa. Luminarie fuori uso, materiali del carretto e piccoli reperti raccolti nei dintorni si sovrappongono in un racconto fatto di storia e memoria.
Il paesaggio non è mai stato un semplice sfondo: olivi secchi, grotte nascoste, tracce di vecchie cave sono stati scrutati, respirati, trasformati. Il rapporto con la comunità ha aggiunto una dimensione umana preziosa. Le persone incontrate, i loro racconti, hanno dato voce all’opera, creando un filo invisibile che lega materia e sentimento collettivo. Tra video e installazioni, il carro diventa un’immagine viva del Salento.
Il carro-uccello nasce qui, a Casamassella, ma non vuole restare fermo. È pensato per muoversi, attraversare nuovi territori e creare nuove relazioni. Per i suoi autori non deve seguire una strada già tracciata, ma evolversi liberamente, come un organismo vivo che si adatta e cresce nel dialogo con l’ambiente che lo ospita.
L’idea guida arriva da un antico racconto persiano, Il verbo degli uccelli, che parla di un viaggio alla ricerca del re Simurgh, rivelatosi poi essere lo stormo stesso. Come quel mito, il carro-uccello è uno specchio dei cambiamenti e delle relazioni che incontrerà. Non perderà pezzi, ma si arricchirà di nuove presenze, di ogni tappa e incontro che farà strada.
Flavio Favelli con il suo intervento offre un’ulteriore chiave di lettura. Le luminarie, tradizionalmente legate a feste popolari e momenti di condivisione, qui perdono la loro luce per diventare simboli sospesi nel tempo. Questa sospensione non cancella il loro significato, ma lo trasforma. In galleria, invitano a uno sguardo diverso, come se fossero reliquie cariche di ricordi e mistero.
Favelli parla di “oggetti sacri e santi, ma anche pagani e retorici”: un paradosso che racchiude l’anima complessa di questi decori, spesso ispirati a motivi moreschi o semplici, ma sempre pieni di una devozione che resiste anche dopo la festa. Nel dialogo con il carro-uccello, le luminarie creano un’atmosfera sospesa tra sacro e profano, aggiungendo una dimensione spirituale che arricchisce il racconto dell’opera.
L’intervento di Favelli non si limita a un contrasto con il carro-uccello, ma costruisce un dialogo profondo e stratificato. L’ambiente che evoca una dimensione quasi religiosa si sposa con l’identità del carretto, figura mitologica e rurale da sempre ricca di simboli. Il risultato è un’esperienza sensoriale che riporta alla luce memorie dimenticate e trasforma lo spazio in un luogo di ascolto e riflessione.
Qui l’arte diventa veicolo di ricordi, personali e collettivi, un intreccio che racconta le tensioni tra passato e presente, realtà e immaginazione. La Red Lab Gallery di Casamassella si trasforma così in un laboratorio vivo, dove il territorio e le storie della gente si fondono in un’espressione artistica in continua trasformazione.
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