Il Lido si anima di nuovo, pronto a ospitare un’estate di cinema autentico. La Mostra del Cinema di Venezia si conferma ancora una volta come il crocevia imprescindibile per il grande schermo internazionale. Le strade si riempiono di una tensione palpabile, mentre spettatori di ogni età si accalcano davanti alle sale, ansiosi di immergersi in storie destinate a segnare il 2026 culturale. Tra maestri affermati e giovani talenti, ogni film diventa un piccolo universo di emozioni, riflessioni e messaggi potenti. Anteprime, documentari, fiction: la Mostra non si limita a raccontare storie, ma dipinge un presente in fermento, attraversato da conflitti, passioni e nuove ispirazioni.
Cinema italiano in primo piano: tra grandi ritorni e nuovi talenti
Il cinema italiano torna protagonista con una selezione variegata che spazia tra generi e temi diversi, offrendo un quadro ricco e sfaccettato. La notizia più attesa è il ritorno di Nanni Moretti, che dopo 37 anni torna in concorso con Succederà questa notte. Il film, tratto dai racconti dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, racconta con delicatezza e intensità le relazioni umane. Un evento importante per il festival, che rafforza il legame con uno dei grandi autori del nostro cinema.
Al suo fianco, Andrea Pallaoro presenta The Echo Chamber, un progetto nato da un’idea originale di Bernardo Bertolucci, scritto insieme a Ludovica Rampoldi e Ilaria Bernardini. Un omaggio sentito al regista scomparso, che mantiene viva la sua eredità artistica attraverso una storia intensa e personale. Da segnalare anche L’estranea di Paolo Strippoli, giovane promessa del cinema italiano, che si avventura nel genere horror con un racconto che unisce suspense e riflessione sociale, radicato nel presente.
Il programma italiano dà spazio anche a documentari importanti. Carla Lonzi, dentro e fuori dal mondo ripercorre la vita della critica d’arte e pioniera del femminismo, fondatrice del movimento Rivolta Femminile, raccontata nei minimi dettagli. A seguire, La città dei vivi, tratto dal libro di Nicola Lagioia sul caso dell’omicidio di Luca Varani, con un taglio rigoroso e investigativo. Chiude il trittico La ragazza con la Leica di Alina Marazzi, che racconta la vita di Gerda Taro, fotografa di guerra che ha documentato i drammi del Novecento con uno sguardo unico e coraggioso.
Documentari di spessore: musica, architettura e protagonisti culturali
Anche quest’anno, Venezia dedica grande attenzione al documentario, con titoli che raccontano storie di grande impatto culturale. Tra questi spicca Oasis: Don’t Look Back in Anger, che ripercorre la carriera della leggendaria band britannica guidata dai fratelli Gallagher. L’anteprima arriva in un momento caldo, subito dopo la recente reunion della band, e promette di richiamare migliaia di fan, un ponte perfetto tra cultura pop e cinema d’autore.
Attesissimo anche Joie de vivre di Luca Guadagnino, un omaggio monumentale a Bernardo Bertolucci. Con le sue sette ore di durata, il documentario si addentra nella mente creativa del maestro italiano, offrendo uno sguardo profondo e sfaccettato, che solo Guadagnino poteva restituire con tanta sensibilità.
Non mancano poi opere che esplorano il mondo dell’architettura, indagando il rapporto tra spazio, luce e materia attraverso l’occhio di registi e protagonisti di spicco. Un’offerta che conferma la Mostra come un luogo di incontro tra cinema, arti visive e cultura.
Ospiti internazionali: grandi nomi e film da non perdere
Anche il 2026 porta al Lido registi internazionali di primo piano, confermando Venezia come un crocevia creativo e di confronto globale. Werner Herzog torna con Bucking Fastard, un film che gioca tra realtà e immaginazione, con protagoniste Rooney Mara e Kate Mara. Herzog mantiene il suo sguardo unico, capace di raccontare l’umano con storie sorprendenti e dense di significato.
Wim Wenders presenta il documentario From Inside Out – The Architecture of Peter Zumthor, dedicato all’architetto svizzero premio Pritzker 2009. Un lavoro poetico e tecnico allo stesso tempo, che esplora come luce, spazio e materia si intreccino nella creatività architettonica, un tema caro al regista.
Da segnalare anche Woman Unknown della regista danese May el-Toukhy, un dramma psicologico che affronta identità e potere da un punto di vista femminile. È l’unico film in concorso diretto da una donna, un dettaglio che la Mostra sottolinea, puntando su storie intense e protagoniste complesse. La giuria internazionale, guidata da Maggie Gyllenhaal, assegnerà il Leone d’Oro, ma spesso a decidere sono il passaparola e la fortuna.
Al centro della scena al Lido ci sono 11 film italiani e internazionali scelti con cura, ognuno con la sua voce e aspettative diverse. Alcuni sono già favoriti, altri potrebbero sorprendere e cambiare il panorama culturale. Tutti, però, puntano a lasciare il segno ben oltre le luci del red carpet.
