Nel cuore di Milano, i cantieri delle nuove biblioteche di BEIC e Lorenteggio sono un fermento costante. Non si tratta solo di aprire nuovi spazi, ma di reinventare il modo in cui la città si avvicina alla cultura. Qui, tra gru e impalcature, si costruisce qualcosa di più di semplici scaffali di libri: si crea un luogo di aggregazione, innovazione e rinascita urbana. I milanesi stanno per scoprire una nuova dimensione culturale, tangibile e in pieno sviluppo.
L’editoria italiana tiene, tra luci e ombre
Il mondo dei libri in Italia non sta affondando, anzi. Nonostante le difficoltà che colpiscono altri settori editoriali, le vendite di libri resistono bene, grazie anche a interventi pubblici mirati. Il ministro Alessandro Giuli ha recentemente evidenziato questa tenuta, sottolineando come la filiera editoriale resti più solida del previsto. Certo, il panorama è frammentato, con tanti piccoli editori che a volte attirano critiche, ma nel complesso il settore tiene botta, soprattutto se paragonato al calo netto della vendita dei quotidiani.
Anche le librerie riescono a stare a galla. Accanto ai grandi nomi come Feltrinelli, Mondadori, Giunti e Libraccio, ci sono tante librerie indipendenti che offrono un’offerta culturale varia e ricca. E non va dimenticata la vitalità delle biblioteche pubbliche, statali, universitarie e comunali, che continuano a crescere e a essere punti di riferimento sul territorio. Un dato da non sottovalutare, soprattutto in un’Italia dove molte realtà culturali stanno invece arrancando.
Torino e Roma, nuove biblioteche con ambizioni internazionali
Nel panorama italiano delle grandi biblioteche spiccano progetti di rilievo. A Roma, per esempio, si lavora alla Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte, che sorgerà a Palazzo San Felice. Firmato dall’architetto Mario Botta, il cantiere è in corso e l’apertura è prevista per il 2027. Sarà un luogo di grande prestigio, dedicato a collezioni specialistiche e alla valorizzazione del patrimonio artistico.
A Torino, invece, prende forma la nuova Biblioteca Civica Centrale, nell’edificio di Torino Esposizioni progettato da Pier Luigi Nervi. Qui, su 20 mila metri quadrati, nascerà uno spazio multifunzionale pensato per accogliere un grande pubblico e ospitare attività culturali di vario genere. Questi due esempi confermano una tendenza: le biblioteche non sono più solo luoghi dove prendere in prestito libri, ma spazi vivi, aperti, capaci di dialogare con la comunità e di ospitare eventi e progetti culturali diversi.
BEIC a Milano, un gigante culturale che prende forma
Il cantiere della BEIC, la Biblioteca Europea di Informazione e Comunicazione, è uno dei più grandi e ambiziosi d’Italia. Situato in zona Porta Vittoria, il progetto, finanziato anche con fondi del PNRR, coprirà circa 30 mila metri quadrati. Qui troveranno posto non solo la biblioteca centrale di Milano, oggi a Palazzo Sormani, ma anche ampie aree verdi, depositi automatizzati e una serie di servizi culturali pensati per i cittadini.
L’architettura firmata da Onsitestudio si distingue per le due grandi serre che caratterizzano la struttura. Negli ultimi mesi il cantiere è cresciuto visibilmente, superando le aspettative iniziali. La BEIC non sarà solo un luogo dove prendere in prestito libri o dischi: offrirà laboratori, spazi per incontri, tecnologie moderne. L’idea è di crearci un centro di aggregazione e innovazione, con un ruolo centrale nel panorama culturale nazionale.
Lorenteggio, la biblioteca che rigenera la periferia
Un progetto più piccolo, ma altrettanto importante, è la nuova biblioteca di Lorenteggio, nella zona sud-ovest di Milano. Qui si stanno realizzando circa 4 mila metri quadrati con un investimento di 8 milioni di euro, metà a carico del Comune e metà dal PNRR. Il team guidato da Grau Magaña Urtzi ha pensato a una struttura che diventi un motore di rinascita sociale e culturale per un quartiere residenziale, servito dalla nuova linea blu della metropolitana e animato da un mercato rionale frequentato.
A completare il progetto c’è un concorso pubblico per un’opera d’arte sulla ciminiera dell’impianto termico vicino alla biblioteca. Con 70 mila euro si vuole trasformare questa struttura tecnica in un simbolo culturale che parli alla comunità. L’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi ha definito questa iniziativa una chiave per rafforzare l’identità e la coesione sociale del territorio. L’apertura è prevista per settembre 2024, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento culturale aperto e inclusivo.
Sacchi e la rivoluzione delle biblioteche a Milano
L’assessore alla Cultura di Milano, Tommaso Sacchi, non nasconde la sua passione per le biblioteche. Sotto la sua guida, la superficie dedicata a questi spazi è più che raddoppiata, passando da 23 mila a oltre 50 mila metri quadrati. Le due nuove biblioteche sono il cuore di questa strategia e segnano una rottura con il passato.
L’idea non è più solo mettere a disposizione libri e spazi per la lettura, ma creare ambienti vivi, dove aggregarsi, partecipare, incontrarsi. I progetti, nati da concorsi internazionali, coinvolgono studi europei di primo piano, che hanno pensato spazi flessibili per eventi, laboratori e connessioni digitali. Il risultato sarà un’offerta culturale più ampia e accessibile, capace di rafforzare il tessuto sociale della città.
Milano, dunque, non si limita a costruire nuove biblioteche. Sta cambiando il modo in cui la cultura entra nella vita quotidiana, estendendo l’accesso anche alle zone meno centrali e coinvolgendo comunità diverse. Un passo avanti importante per una città che vuole mettere la cultura al centro del proprio futuro.
