Nel cuore di Milano c’è un giardino pubblico che fa eccezione: un luogo pensato quasi esclusivamente per i bambini. Villa Belgiojoso Bonaparte non è un parco qualunque. Qui gli adulti varcano il cancello solo se accompagnano piccoli sotto i 12 anni. Nessuna presenza adulta fuori contesto, nessun rumore estraneo a disturbo: il regno è tutto loro. Un angolo verde dove le famiglie si ritrovano, ma anche uno spazio che racconta una storia antica, pronta a sorprendere chi decide di entrare e guardare il mondo con occhi diversi.
Solo accompagnati: come funziona l’accesso al giardino
Il giardino di Villa Belgiojoso Bonaparte, noto anche come giardino della Villa Reale, si trova in via Palestro 8 a Milano. Qui l’ingresso è riservato a chi è in compagnia di un bambino fino a 12 anni. La regola viene fatta rispettare con attenzione: in passato le guardie ecologiche volontarie hanno vigilato per mantenere l’area a misura di bambino. Vietare l’ingresso agli adulti soli serve a garantire ai più piccoli uno spazio dove possono muoversi liberamente, giocare e fare amicizia senza il caos delle strade o dei parchi troppo affollati.
Il parco è quindi un ambiente speciale, pensato per il gioco e la socializzazione dei bambini, con un occhio di riguardo alla sicurezza. Le famiglie milanesi lo hanno scelto come punto di riferimento per le giornate all’aperto, offrendo così una risposta concreta alla carenza di spazi verdi dedicati ai più piccoli in città. L’accesso, regolato da un cancello sorvegliato, assicura che questo luogo pubblico mantenga intatta la sua funzione: gli adulti entrano solo come accompagnatori, non come visitatori indipendenti.
Un giardino con storia e arte nel cuore di Milano
Il giardino è il primo esempio a Milano di giardino all’inglese, progettato alla fine del Settecento per conto del conte Lodovico Barbiano di Belgiojoso. A firmarne il progetto fu Leopoldo Pollack, architetto viennese allievo del Piermarini, una figura di spicco nell’architettura milanese dell’epoca. Al progetto contribuì anche il conte Ercole Silva, autore di un importante trattato sull’arte dei giardini inglesi pubblicato nel 1801, che influenzò lo stile naturale e irregolare del parco.
Il giardino venne concepito seguendo i principi paesaggistici del tempo, privilegiando curve morbide e forme naturali invece delle linee rigide che si vedevano altrove. Questo ha creato un percorso vario e dinamico, dove la natura si fa quasi scenografia. Nel 1921 la villa passò al Comune di Milano e divenne sede della Galleria d’Arte Moderna. Negli anni Cinquanta, accanto alla villa fu costruito il Padiglione d’Arte Contemporanea, arricchendo il valore culturale dell’area.
Oggi il giardino ospita importanti sculture, come “Il Santo”, “Il Giovane” e “La Saggezza” di Adolf Wildt e “I sette savi” di Fausto Melotti . Queste opere non solo abbelliscono il parco, ma ne aumentano il valore culturale. Tra i viali si trovano anche piante pregiate come l’albero del caffè, il cedro, il ciliegio e il tasso, che accompagnano sentieri, laghetti con isolotto e un tempietto dedicato ad Amore, opera di Ettore Silva.
Due milioni per il restyling: il Comune investe sul futuro del giardino
Nel 2024 il Comune di Milano ha messo sul piatto 2 milioni di euro per un progetto di riqualificazione del giardino di Villa Belgiojoso Bonaparte. L’intervento fa parte di un piano più ampio per valorizzare tutta l’area della Villa Reale, puntando a renderla più attrattiva dal punto di vista culturale e sociale. Il giardino resterà uno spazio dedicato ai bambini sotto i 12 anni e ai loro accompagnatori, ma in futuro l’accesso sarà gradualmente ampliato.
L’obiettivo è aprire il giardino anche agli altri visitatori dei musei vicini, come la Galleria d’Arte Moderna e il Padiglione d’Arte Contemporanea, senza però perdere la sua anima di luogo per famiglie. Si cerca così di unire cultura, storia e natura in un’esperienza unica, dove arte e verde convivono.
I lavori riguarderanno il miglioramento dei percorsi botanici, la sicurezza delle aree gioco e la fruibilità generale del parco. Anche le opere d’arte saranno restaurate e valorizzate con nuove modalità di esposizione. L’idea è restituire alla città un giardino che sia non solo un rifugio per i bambini, ma anche un simbolo della storia culturale milanese, capace di accogliere un pubblico sempre più vasto.
Questo intervento si inserisce nella strategia del Comune di Milano, che punta a rigenerare gli spazi pubblici mettendo al centro il benessere dei più giovani e la tutela del patrimonio storico-artistico. Villa Belgiojoso Bonaparte si prepara a diventare un punto di riferimento in città, tra natura, arte e comunità.
