Mastercard si è spinta oltre ogni previsione, investendo 1,8 miliardi di dollari in BVNK, una fintech londinese nata appena due anni fa. È un segnale chiaro: le stablecoin, un tempo confinate ai margini e viste con diffidenza, stanno conquistando il centro delle transazioni globali. Con questa mossa, Mastercard non punta più solo sulle valute tradizionali, ma apre la porta a un futuro dominato da pagamenti digitali e asset crittografici. A Londra, la rivoluzione delle finanze prende forma sotto i nostri occhi.
Fondata a Londra nel 2021, BVNK è guidata dal CEO Jesse Hemson-Struthers e da un team con esperienza solida nel fintech e nelle criptovalute. L’azienda non ha seguito la moda, ma ha sviluppato un middleware tecnologico per i pagamenti in stablecoin, diventando in breve tempo un punto di riferimento nel settore. Le stablecoin sono criptovalute ancorate a valute tradizionali come il dollaro, pensate per unire stabilità e rapidità nelle transazioni.
In soli cinque anni, BVNK ha raggiunto un volume annuo di circa 30 miliardi di dollari nel 2025. Il suo focus è soprattutto sul mercato business, con piattaforme per trasferimenti globali e gestione diretta dei pagamenti in stablecoin. Così BVNK ha superato la fase sperimentale, diventando un ponte fondamentale tra blockchain e finanza tradizionale.
Il team fondatore è un mix di competenze: Hemson-Struthers porta l’esperienza imprenditoriale nel fintech, Donald Jackson si occupa delle strategie tecniche con una profonda conoscenza della blockchain, mentre Chris Harmse ha una solida preparazione finanziaria. Grazie a questa combinazione, BVNK ha costruito un ecosistema di pagamenti sicuro e conforme alle normative, un elemento chiave in un settore delicato e molto regolamentato.
Entrare nel gruppo Mastercard rappresenta per BVNK una svolta importante: ora potrà portare la sua tecnologia su scala globale, integrandola con l’infrastruttura già collaudata del gigante dei pagamenti.
Negli ultimi anni le stablecoin si sono affermate come strumenti essenziali per lo scambio di valore nel mondo crypto, ma oggi vanno oltre. Nel 2025, le transazioni globali in stablecoin hanno raggiunto volumi da 30 trilioni di dollari, dimostrando un interesse crescente in pagamenti internazionali, rimesse e soluzioni di payroll globale.
La forza delle stablecoin sta nella capacità di garantire trasferimenti istantanei, senza pause, e con costi molto più bassi rispetto ai circuiti tradizionali. Questo spinge molte aziende a integrarle nelle proprie operazioni finanziarie. Non sorprende quindi che grandi istituzioni finanziarie guardino con attenzione a questa trasformazione.
BVNK ha saputo intercettare questa domanda, concentrandosi sul mercato business e offrendo servizi tecnici avanzati per la gestione dei pagamenti in stablecoin. È un esempio di come la blockchain stia trovando spazio nell’economia reale, creando un nuovo legame tra valute tradizionali e digitali.
Mastercard punta a un ruolo di primo piano nella finanza basata su blockchain, convinta che le stablecoin non siano un rischio ma un’opportunità per restare protagonisti del settore. Con BVNK acquisisce una piattaforma middleware capace di gestire pagamenti, garantire il rispetto delle norme e facilitare il passaggio tra valute tradizionali e stablecoin.
La strategia si basa su tre punti chiave:
– Integrazione tecnologica: BVNK permette di collegare in modo semplice e fluido blockchain e sistemi di pagamento tradizionali, rendendo le transazioni più efficienti e trasparenti.
– Sicurezza e conformità: l’obiettivo è diventare il garante della fiducia nei pagamenti in stablecoin, offrendo soluzioni che rispettano le normative internazionali e funzionano con diversi sistemi finanziari.
– Vantaggio competitivo: controllare questa tecnologia significa proteggere il proprio spazio in un mercato dove competitor come Visa o Stripe cercano di entrare, evitando che sistemi esterni si affermino senza il loro controllo.
Questa acquisizione è la risposta concreta di Mastercard alle trasformazioni del mercato, premiando chi anticipa il cambiamento invece di inseguirlo.
L’investimento di Mastercard non è un caso isolato. Nel 2025, Visa aveva già puntato su BVNK e avviato progetti pilota per pagamenti in stablecoin con la propria rete, Visa Direct. Nel frattempo, Stripe ha acquistato la startup Bridge per 1,1 miliardi di dollari alla fine del 2024, rafforzando la sua presenza nella finanza digitale basata su blockchain.
Questi movimenti mostrano come la competizione nel fintech ruoti attorno al controllo delle infrastrutture blockchain, viste come chiavi per dominare il futuro dei pagamenti globali. I grandi player non vogliono più offrire solo servizi tradizionali, ma costruire ecosistemi che uniscano tecnologie digitali e valute fiat, garantendo sicurezza, velocità e rispetto delle regole.
Dietro questa spinta ci sono anche le nuove normative, come il regolamento europeo MiCA e il GENIUS Act negli Stati Uniti. Entrambi hanno definito regole chiare per l’emissione e la gestione delle stablecoin, tracciando linee guida precise.
Queste regole hanno ridotto l’incertezza e i rischi legati alle criptovalute, spingendo le grandi società di pagamento a investire e acquisire. Un quadro normativo chiaro permette di pianificare con più sicurezza, senza paura di interventi improvvisi.
In Europa e negli Stati Uniti, questo ha favorito il consolidamento di tecnologie e aziende fintech, preparando il terreno per un’integrazione sempre più stretta tra stablecoin e sistemi finanziari tradizionali.
La mossa di Mastercard conferma una tendenza che ormai non si può più fermare: la finanza digitale e i sistemi di pagamento classici stanno definitivamente convergendo. Le stablecoin escono dal laboratorio e diventano protagoniste nelle strategie dei leader del mercato globale. Ora la sfida è saper integrare davvero queste tecnologie, fissando standard e pratiche che guideranno il futuro dell’economia digitale.
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