Nel cuore di Milano, una vecchia macchina per maglieria gira lenta, trasformando scarti in capi unici. È lì che prende vita Vitelli, un brand che da dieci anni fa della rigenerazione tessile una vera e propria missione. Non si limita a riciclare; trasforma la materia in un racconto che unisce sostenibilità, artigianato tradizionale e una scena musicale underground pulsante. Mauro Simionato, mente e anima del progetto, ha costruito un ponte tra culture diverse, dal capoluogo lombardo alle montagne del Nepal, dove la lavorazione si fa pratica condivisa e comunità. Dopo una pausa necessaria, Vitelli non torna semplicemente sul mercato: si immerge nella ricerca artistica, dialogando con collettivi come T.NUA e altre realtà globali, spingendo la moda oltre i suoi confini convenzionali. Qui, ogni filo è un legame tra passato e futuro, tra estetica e impegno sociale.
Vitelli nasce così: maglieria come tela moderna e missione culturale
Vitelli prende forma nel 2016 con l’idea di ripensare la maglieria italiana in modo contemporaneo e critico rispetto alle tradizioni del settore moda. Mauro Simionato voleva andare oltre la semplice creazione di capi, usando la maglieria come materia e spazio per sperimentazioni estetiche e culturali. Già dalle prime collezioni, tra un punk raffinato e nuove tecniche di stampa digitale su cashmere di alta qualità, si percepiva la volontà di mettere in discussione i canoni classici e l’idea del capo come semplice abbigliamento.
Il progetto si è sviluppato come una piattaforma aperta, capace di accogliere collaborazioni e trasformarsi in comunità, più che come un’azienda concentrata solo sulla produzione. Progettazione, manifattura e comunicazione si intrecciano per creare un ecosistema inclusivo e interdisciplinare che dà vita al brand non solo come prodotto, ma come racconto e attitudine culturale. La sostenibilità è stata fin da subito un obiettivo chiaro: creare una filiera rigenerativa che ridà vita agli scarti tessili con un processo unico chiamato Doomboh®.
Dietro Vitelli: un collettivo flessibile con radici milanesi
Vitelli si regge su un gruppo dinamico e allargato, con circa dieci persone interne e una rete di collaboratori sparsi nel mondo. Fino al 2024, il cuore operativo era l’atelier Organic Knitting Theatre a Porta Venezia, Milano, dove i filati recuperati venivano lavorati su macchine degli anni Ottanta rimesse in funzione per prototipi e sperimentazioni. Nel 2025, un anno sabbatico ha imposto una pausa, tra difficoltà economiche e riflessioni creative. Ma questo stop non ha spezzato il legame umano che sostiene il progetto: chi ha fatto parte del percorso resta attivo nel collettivo.
La squadra funziona come una piattaforma collaborativa dove saperi artigianali, competenze creative e passione per la sostenibilità si mescolano. Anche chi ha lavorato solo per brevi periodi mantiene un legame operativo e valoriale, alimentando il progetto con un patrimonio condiviso e esperienze diverse. Questa rete dà a Vitelli la forza di restare elastico e pronto a cambiare, senza perdere i suoi principi.
Sostenibilità e materia: la regola d’oro di ogni scelta
La parola chiave per Vitelli è “riciclo rigenerativo”: ogni nuova produzione parte da filati e tessuti di scarto, con un’attenzione ferrea a non perdere qualità e identità culturale. Quando Simionato e il suo team hanno trovato grandi quantità di scarti di denim, hanno creato linee dedicate. Allo stesso modo, hanno esplorato materiali innovativi come i residui di sughero dalla Sardegna. La ricerca di nuove materie è continua e apre a collaborazioni internazionali, dove fibre e tecniche locali si fondono nel processo creativo.
Il modello di Vitelli è un esempio per tutta l’industria tessile, spesso piena di scarti già nelle fasi di design e prototipazione, momenti in cui si potrebbe intervenire per far diventare la sostenibilità una pratica concreta e non un semplice slogan. Qui si rispetta la fibra e la sua storia: ogni filo racconta un’origine, un passato, e suggerisce nuove forme, più che ripetere modelli già visti.
Musica e colore: un viaggio sonoro che plasma la moda
La musica è il filo rosso che attraversa tutta la storia di Vitelli, non come un accessorio ma come parte dell’identità del brand. Simionato parla di “Gioventù Cosmica”, una scena musicale e culturale italiana degli anni Ottanta che rifiutava definizioni rigide per abbracciare la sperimentazione e la curiosità. Questa attitudine dà ritmo ai capi, trasforma i colori in palette musicali e guida la sperimentazione visiva.
Nel lavoro di Vitelli, il colore nasce dal recupero e dalla disponibilità dei materiali, offrendo una variabilità che assomiglia più a una composizione musicale che a una scelta di toni fissa. Scarti di filati diversi si accostano come in un’improvvisazione collettiva: ogni fibra e colore stimola la creazione di un pezzo unico, in equilibrio tra artigianato, tecnica industriale e libertà creativa.
Da immagine a maglieria: Simionato e la bottega italiana contemporanea
Mauro Simionato arriva dal mondo dell’immagine, dell’art direction e della direzione creativa per vari brand, tra cui una nomina come Global Creative Director per Clarks nel 2020. Il suo percorso visivo si è intrecciato con la scoperta della produzione tessile, frequentando le fabbriche venete, cuore del Made in Italy. Qui ha approfondito il legame inscindibile tra creativo e tecnico, una squadra che assicura innovazione e qualità.
Questo dialogo è il fulcro della filosofia di Vitelli, ispirata alle botteghe rinascimentali trasposte nelle fabbriche. In Veneto, ad esempio, il “Barun” è la figura chiave che guida macchine e processi in modo innovativo, collaborando con i tecnici per trovare soluzioni creative. Simionato riassume così l’essenza dell’artigianato italiano contemporaneo: l’incontro fertile tra creatività e competenza tecnica, che dà vita a prodotti nuovi e preziosi.
L’insegnamento allo IUAV e il laboratorio di fashion ecology
Dal 2022, Simionato insegna allo IUAV di Venezia, dove guida il MA Ecodesign Laboratory, un centro dedicato all’ecodesign applicato alla moda. La regione è un distretto manifatturiero tessile e di maglieria di eccellenza italiana. Il laboratorio promuove un dialogo attivo tra università e imprese per sviluppare protocolli concreti di sostenibilità nel processo creativo e produttivo.
L’obiettivo è trasmettere competenze pratiche e stimolare progetti che rispondano alle sfide ambientali del settore con un approccio pragmatico e innovativo. Il lavoro di Simionato allo IUAV integra così la sua esperienza sul campo con una dimensione accademica, formando nuove generazioni di professionisti attenti alle questioni ecologiche.
Il progetto in Nepal: tradizione, sostenibilità e innovazione tessile
L’ultimo progetto di Vitelli prima della pausa è una collaborazione con il Nepal, nata da una ricerca sul cashmere che parte dalla Mongolia e un grande produttore cinese. L’idea si è allargata includendo fibre vegetali locali come ortica , canapa, banana e pino, valorizzando tecniche tradizionali di tessitura manuale. Il lavoro è in collaborazione con il Knotcraft Center, fondato negli anni Ottanta per sostenere le donne nepalesi attraverso l’artigianato.
Il progetto unisce artigianato locale, competenze italiane e tecnologia, creando un prodotto ibrido che supera la semplice definizione di capo d’abbigliamento. Le creazioni saranno presentate in contesti artistici, segnando una svolta per Vitelli, che va oltre la moda commerciale verso forme di espressione culturale e sperimentale.
Nuova fase per Vitelli: ricerca e rigenerazione senza fretta commerciale
Il 2025 è stato un anno di pausa produttiva ma di intenso lavoro di studio per Vitelli. La scelta di fermarsi nasce da difficoltà economiche e da esigenze creative. Ora il brand apre un nuovo capitolo, concentrandosi sulla ricerca, la sperimentazione e la collaborazione artistica, più che sulla produzione commerciale. Il lavoro con il collettivo T.NUA sposta l’attenzione verso l’arte del “craftsmanship”, intesa come fusione tra design e creazione artistica.
Simionato non esclude un ritorno futuro alla produzione di capi per il mercato, ma per ora l’obiettivo è rafforzare il valore culturale e innovativo di Vitelli. Un segnale chiaro: un marchio può evolvere senza dimenticare la propria storia, continuando a intrecciare materiali, comunità e metodi per immaginare una moda nuova, fatta di rigenerazione e consapevolezza.
