Nel cuore del Val di Noto, dove le facciate barocche raccontano storie secolari, nasce una piattaforma digitale pronta a rivoluzionare il modo di vivere quei tesori. Non si tratta di un progetto qualunque: è un ponte tra passato e futuro, unendo tecnologia e tradizione per far risplendere il Tardo Barocco sotto una luce inedita. Ragusa prende il timone, affiancata da Catania, Noto, Caltagirone, Modica e Scicli, con l’ambizione di creare un’esperienza che non coinvolge solo i visitatori, ma anche chi abita questi luoghi, offrendo strumenti moderni per riscoprire radici e bellezze con occhi nuovi.
Il progetto “La Via Tardo Barocca. Light, Stone and Wonder” nasce dall’esigenza di superare la frammentazione con cui si guarda alle città tardo barocche del Val di Noto. Pur essendo patrimonio riconosciuto, questo territorio resta ancora poco conosciuto nella sua complessità. Con un finanziamento di quasi 900.000 euro dal Ministero del Turismo nel 2022, l’obiettivo è costruire un racconto unitario che racconti e faccia comprendere l’eredità artistica e culturale con strumenti attuali. Il coordinamento culturale è affidato all’Unità Operativa UNESCO del Distretto Turistico Sud Est, mentre la parte operativa è in mano a un gruppo di lavoro formato da Capitale Cultura Group, ArtGlass e Altair4. Il fine è chiaro: rendere il territorio più attraente già dal primo contatto con il visitatore, rafforzando la collaborazione tra le città coinvolte.
Il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, ha messo in evidenza il doppio scopo del progetto: migliorare i servizi di accoglienza e creare un linguaggio unico per tutto il territorio. Una narrazione condivisa che metta in luce la bellezza, la storia e la contemporaneità delle città barocche, raccontando una Sicilia che sa unire tradizione e innovazione.
Al centro del progetto ci sono sette visitor center multimediali, distribuiti tra Ragusa Superiore, Ragusa Ibla, Caltagirone, Catania, Noto, Modica e Scicli. Questi centri non sono i soliti punti informativi: diventano vere e proprie vetrine delle città, capaci di raccontarne la storia con linguaggi specifici e coinvolgenti.
Ogni centro si ispira a un tema simbolo della città che lo ospita. A Caltagirone, per esempio, il “Teatro Barocco” racconta il legame con la tradizione teatrale; a Ragusa Ibla, lo “Specchio Barocco” riflette l’architettura e il paesaggio urbano; Noto si concentra sui documenti storici e sull’archivio della memoria; Modica approfondisce il rapporto tra pietra, artigianato e ambiente; Scicli esplora il dialogo tra passato e presente; Catania racconta come terremoti ed eruzioni dell’Etna abbiano influenzato l’arte barocca.
A completare la rete, due hub strategici a Palazzolo Acreide e Militello, pensati per ampliare la copertura e la comunicazione del sistema. Tutti i centri sono dotati di tecnologie moderne: totem interattivi, mappe digitali con QR code, esperienze di realtà virtuale con riprese aeree e ricostruzioni 3D, per accompagnare i visitatori in un vero viaggio nel tempo.
Oltre ai visitor center, sarà sviluppato un sistema digitale phygital innovativo basato sulla piattaforma di ArtGlass. Questo ambiente integrato sfrutterà strumenti come itinerari interattivi via webapp, podcast tematici, realtà aumentata, geolocalizzazione, mappe intelligenti e assistenti virtuali.
Questo sistema permetterà ai visitatori di vivere un’esperienza su misura, esplorando il territorio con flessibilità e profondità. La geolocalizzazione adatterà il racconto alla posizione reale dell’utente, mentre podcast e realtà aumentata aiuteranno a scoprire storie meno note e dettagli nascosti.
L’impatto si estende anche alla comunicazione del territorio, con un piano marketing che prevede un sito web rinnovato, profili social dedicati, un archivio multimediale accessibile e incontri e laboratori per cittadini e operatori culturali e turistici. La promozione del progetto toccherà anche eventi internazionali come il TTG di Rimini, la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum e la RO.ME Museum Exhibition, per valorizzare la Via Tardo Barocca a livello globale.
Così l’iniziativa si presenta come un modello da seguire per valorizzare il patrimonio, usando al meglio strumenti digitali e fisici, mettendo in rete identità, storia e innovazione di una delle aree più affascinanti della Sicilia.
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