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IPER Festival al Quadraro: a Roma l’arte diffusa che trasforma le periferie fino al 31 maggio

Nel Quadraro Vecchio, uno dei quartieri più autentici di Roma, l’arte ha preso definitivamente possesso delle strade. Fino al 31 maggio, l’IPER Festival trasforma angoli dimenticati in palcoscenici vibranti, dove installazioni e spettacoli si intrecciano con la vita quotidiana. Qui, tra muri antichi e piazze polverose, la periferia racconta se stessa senza filtri: storie di lotta, sogni e trasformazione. È un fermento palpabile, un dialogo vivo tra artisti, realtà locali e cittadini che, insieme, mettono in scena un racconto che abbraccia passato e futuro. Tra gli appuntamenti più attesi c’è Überlagerungen, la rassegna curata da Spazio Y, che il 16 maggio promette di moltiplicare le energie creative, facendo del Quadraro un vero e proprio “super luogo” di cultura.

Überlagerungen: arte che si muove nelle strade del Quadraro

Il festival invita a scoprire il Quadraro attraverso eventi e interventi sparsi in vari luoghi, dove il confine tra pubblico e privato si fa sottile. L’Associazione culturale Spazio Kina, in Via Filippo Re, ospita la mostra “Accumulazioni” di Carmelo Baglivo, che con i suoi manifesti indaga i segni della città e la memoria collettiva. Poco più avanti, alla vineria Moggio in Via dei Quintili, si possono vedere le opere del collettivo ultrablu, mentre l’osteria Grandma, in Via dei Corneli, diventa un punto di ritrovo per chi vuole scambiare idee e storie.

Il 16 maggio prende il via un programma serrato: la performance itinerante “Irruzioni Alte” di Lucia Bricco attraversa Via dei Juvenci, mentre Giulio Cassanelli presenta “Fuoco”, una serie di manifesti esposti a Largo dei Quintili. Le “Geometrie del caso”, a cura del Comitato di quartiere – formato da Gigliola di Matteo, Daniela Sinatra e Chiara Vicini – offrono una riflessione sulla trasformazione urbana, esplorando il rapporto tra spazio e eventi casuali.

Il video “Saluti dal Quadraro” di Elena Cucci e l’opera “Senza titolo ” di Luca Grechi raccontano e reinterpretano lo spirito del quartiere, arricchendo il percorso artistico che si snoda tra Via Cincinnato e Via Filippo Re. Installazioni come “Dal giorno alla notte” di Felice Levini e “Comporre e discordare” di Nicolas Martino dialogano con lo spazio urbano in Via dei Pisoni e Via dei Lentuli, mentre Cristiana Pacchiarotti anima una parte di Via dei Pisoni con “Passaggi umani”.

Non mancano poi le performance e installazioni di Clarissa Secco , Silvia Spoti e l’intervento site-specific “Iperabuso: Anatomia di un Golem Metropolitano” a cura di PrimaLinea Studio, ospitato in Via dei Juvenci da Spazio Y.

Il Bar Pasticceria Bianca ospita l’installazione “Chic Fatigue” di Nadia Vallino, mentre LoSpizio presenta “Gira una volta” e ME LS Duo “Scarti di Fase”, completando così il percorso diffuso tra le vie del Quadraro. A chiudere la giornata, Studio 54 propone la performance itinerante “Exquisite Überlagerungen”: dalle 18 alle 19, un percorso che attraversa i luoghi principali della manifestazione, da Largo dei Quintili a Via Filippo Re, passando per Via dei Corneli e Via dei Pisoni.

Quadraro Vecchio, tra storia e nuove energie artistiche

Überlagerungen prende il nome da un termine tedesco che indica le sovrapposizioni, un’immagine che ben rappresenta la stratificazione di tempi, tracce e significati che definiscono l’identità di questo luogo. Nel tempo, il Quadraro Vecchio è diventato un laboratorio di sperimentazioni culturali, ospitando spazi come Spazio Y, Casa Vuota e Piano b, dove artisti e comunità si incontrano, dando vita a un vivace scambio creativo. Il festival vuole mettere in luce proprio questa ricchezza di strati, valorizzare la varietà dei linguaggi espressivi e intervenire nel tessuto urbano con sguardi critici e poetici. L’idea è trasformare gli spazi periferici in “super luoghi” attraverso l’arte, una strada concreta per la rigenerazione sociale e urbana.

Le pratiche artistiche protagoniste, che vanno da installazioni site-specific a performance itineranti, si inseriscono nel presente senza perdere il contatto con la storia e le caratteristiche del quartiere. Così, il processo di decodifica e reinterpretazione della periferia aiuta a mettere a fuoco i cambiamenti in corso, i conflitti e le prospettive future. Il Quadraro diventa così uno specchio per temi più ampi, tra memoria collettiva, marginalità e spazi di innovazione culturale che si intrecciano in un dialogo vivo.

Spazio Y, un punto di riferimento per l’arte contemporanea nel Municipio V

Attivo dal 2014, Spazio Y è uno dei poli storici per l’arte contemporanea nella zona sudest di Roma. Nel cuore del Quadraro, si distingue per un approccio che collega la produzione artistica alle comunità locali. Oltre a curare mostre, Spazio Y organizza eventi partecipativi e manifestazioni di arte diffusa, come OOR – Out Of Residency nel 2022, con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico e costruire relazioni significative con il territorio.

Il dialogo con le istituzioni locali è parte integrante del lavoro: i Municipi V e VII collaborano attivamente con Spazio Y, insieme al RIF Museo delle periferie, arricchendo così le dinamiche di co-progettazione e valorizzazione culturale. Dietro la direzione artistica c’è Paolo Assenza, artista e co-fondatore dello spazio, supportato da un team composto da Alessia Simonetti, Beatrice Ciotoli, Irene Iodice e altri collaboratori che curano con attenzione progetti e rapporti con il contesto urbano e sociale.

L’esperienza di Spazio Y dimostra come l’arte possa intervenire sulle periferie, sottolineando l’importanza di un impegno costante per promuovere inclusione, partecipazione e nuovi immaginari collettivi. La crescita di spazi indipendenti e di artisti, unita a iniziative come IPER Festival e Überlagerungen, contribuisce a costruire una nuova narrazione per un quartiere che si conferma laboratorio di pratiche culturali e rigenerazione urbana a Roma.

Redazione

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