“L’82% delle targhe difficili da leggere? Ora non è più un problema.” Le autostrade italiane non sono più quelle di una volta. In pochi mesi, ciò che sembrava solo asfalto e barriere si è trasformato in un sistema intelligente, capace di dialogare con le auto che viaggiano sopra e di interpretare dati in tempo reale. L’intelligenza artificiale ha preso il volante, gestendo il traffico con precisione e coordinando la manutenzione di flotte sempre più digitali. Dalla Torino-Milano alle aree urbane, la strada verso un’Italia smart è già tracciata.
Digitalizzazione: il motore della nuova autostrada italiana
La digitalizzazione non è più una parola vuota. In Italia si traduce in un sistema che mette in comunicazione veicoli automatizzati e infrastrutture intelligenti. Tutto grazie alla tecnologia V2X e a una rete fitta di sensori e dispositivi che lavorano in tempo reale. Il Politecnico di Milano, con l’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility, ha seguito da vicino questo cambiamento, mettendo in luce come concessionarie, partner tecnologici e amministrazioni locali stiano costruendo un vero e proprio ecosistema digitale.
Non si tratta più solo di raccogliere dati, ma di creare un dialogo continuo tra strada e automobilista. Così il traffico si gestisce meglio, la sicurezza migliora e si interviene prima che si creino problemi. La sfida è trasformare le infrastrutture da statiche a dinamiche: i veicoli connessi diventano protagonisti di un flusso informativo costante che aiuta a evitare incidenti e code improvvise. Le concessionarie stanno mettendo in piedi sistemi complessi dove ogni pezzo, dal veicolo alle centrali operative, parla all’istante. Sensori a bordo e lungo la strada lavorano insieme, offrendo dati affidabili per chi deve mantenere e controllare la rete.
Anche le leggi fanno la loro parte. Il decreto ministeriale 70, per esempio, ha spianato la strada all’adozione di sistemi ITS e infrastrutture smart. Questo ha spinto all’uso di On-Board Unit capaci di comunicare a corto raggio con la rete stradale, trasmettendo informazioni utili per la sicurezza e la gestione del traffico. Grazie a queste norme, gli investimenti si concentrano su soluzioni standard e compatibili, con vantaggi chiari per chi guida e per chi gestisce le strade.
Addio caselli: l’AI che rende possibile il pedaggio senza sosta
Una delle novità più interessanti è il pedaggio senza barriere fisiche. Sulla A36, la Pedemontana Lombarda, i veicoli passano senza fermarsi sotto portali tecnologici con telecamere che leggono le targhe. Qui entra in gioco l’intelligenza artificiale, che risolve un problema comune: le targhe spesso sono difficili da leggere per via delle condizioni ambientali o tecniche. Gli algoritmi riescono a recuperare l’82% di quelle quasi illeggibili.
Questo sistema ha rivoluzionato la gestione dei pedaggi, riducendo il lavoro manuale e alleggerendo gli operatori. L’AI non si limita a leggere le targhe, ma identifica anche la categoria del veicolo per applicare la tariffa giusta. Sul campo significa meno personale impegnato in controlli amministrativi e un traffico più fluido senza le soste ai caselli.
Ma non basta: molti automobilisti non sono del tutto consapevoli di attraversare una tratta a pagamento. Per questo i gestori stanno sperimentando nuovi modi per comunicare con i conducenti, usando tecnologie come il cell broadcasting e il V2X. Così il veicolo dialoga direttamente con le infrastrutture, ricordando al guidatore la tariffa e le regole da rispettare. Questo aiuta a evitare disorientamenti e contestazioni, superando i limiti della segnaletica tradizionale.
Torino-Milano, il banco di prova delle smart road
Sulla A4 Torino-Milano si sta testando una tecnologia all’avanguardia. Gestita da SATAP, questa tratta è coperta tra il 60 e il 70% da infrastrutture per la comunicazione a corto raggio, grazie alle Roadside Unit installate lungo il percorso. Questi dispositivi parlano con i veicoli e le centrali operative, trasmettendo dati in tempo reale su traffico, incidenti ed emergenze.
La piattaforma EMERAS, sviluppata da Sinelec, sfrutta la rete cellulare per diffondere messaggi a lungo raggio. È pensata per dialogare con operatori stradali, flotte e modelli di auto già in circolazione. L’aspetto innovativo sta nell’integrazione di tecnologie diverse e nella sincronizzazione dei dati dai sensori a terra con quelli raccolti dai veicoli connessi. Il risultato è una gestione più efficace di emergenze e traffico.
Si punta poi a estendere l’uso di API e protocolli standard come Datex II per garantire interoperabilità con le sale radio e altri sistemi di monitoraggio. Questo permette di ridurre i tempi di intervento in caso di problemi, proteggendo passeggeri e operatori. Inoltre, una collaborazione con un grande produttore europeo mira a diffondere queste tecnologie su larga scala, inserendole direttamente nelle auto di serie.
Dall’autostrada alla città: la sfida di Torino
Portare le smart road in città è la sfida più difficile. La piattaforma C-ITS, nata per le autostrade, è stata adattata alle esigenze di un ambiente urbano più complesso e dinamico. A Torino, grazie alla collaborazione tra Sinelec, Comune e 5T, si è svolta una delle sperimentazioni più importanti nell’ambito del progetto Automove, dedicato alla mobilità autonoma.
Venticinque Roadside Unit sono state installate nel centro e nei nodi di ingresso alla tangenziale, permettendo di trasmettere dati sulle fasi semaforiche a navette autonome in movimento. I test, estesi anche ad altri progetti come SHOW e SCALE, hanno confermato la precisione nella geolocalizzazione e la capacità di ridurre i tempi di intervento. Non solo si migliora la sicurezza, ma si gestisce meglio il traffico e il trasporto pubblico.
Questo intreccio tra strade e città, grazie alla connettività cooperativa, apre la strada a un futuro dove veicoli e infrastrutture funzionano come un unico sistema. Gli operatori hanno già potuto vedere la differenza tra sistemi reattivi e proattivi, dove i veicoli anticipano gli eventi e si interviene prima. Un passo avanti decisivo verso una mobilità autonoma e sostenibile.
Flotte aziendali e mobilità elettrica: il valore dei dati predittivi
Anche la gestione delle flotte aziendali cambia volto grazie ai dati raccolti dai veicoli connessi. Non sono più solo mezzi da gestire, ma un sistema monitorato attraverso piattaforme digitali che tengono sotto controllo ogni aspetto della mobilità. L’analisi dei dati porta a una gestione più efficiente, soprattutto per le batterie dei veicoli elettrici. Con dashboard intuitive, le aziende coordinano ricariche, conducenti e costi in tempo reale, ottimizzando consumi e utilizzo.
Un esempio concreto è il progetto Battery Coach, pensato per ridurre l’ansia da autonomia degli automobilisti elettrici. Il sistema raccoglie dati tecnici, analizza lo stile di guida e suggerisce quando e come ricaricare per allungare la vita della batteria e semplificare l’uso quotidiano. I consigli arrivano al momento giusto, abbassando lo stress e aumentando la fiducia nella tecnologia.
Ma non finisce qui: dalle previsioni di ricarica alle strategie per il precondizionamento termico, le sperimentazioni puntano a rendere la mobilità elettrica più efficiente e adatta alle necessità di chi la usa. Le piattaforme digitali integrano dati dai veicoli, servizi cloud e intelligenza artificiale, velocizzando la gestione e offrendo risposte precise a chi si occupa di assistenza e post-vendita. Per le aziende, è una trasformazione che porta trasparenza e flessibilità, pronta a rispondere ai cambiamenti di mercato e leggi.
Questa nuova ondata tecnologica segna una svolta per la mobilità italiana: intelligenza artificiale e connettività non sono più un semplice supporto, ma il cuore di un sistema di trasporto moderno, sostenibile e connesso.
