Quando si tratta di scoprire nuove cure, il tempo è un nemico implacabile. Chiesi, il gruppo biofarmaceutico fondato a Parma nel 1935, lo sa bene. Specializzato in malattie respiratorie, patologie rare e terapie specialistiche, ha trasformato la propria vocazione in una presenza globale. Qui, la ricerca non vive isolata: si intreccia con collaborazioni esterne e una strategia sostenibile che non ammette tentennamenti. Al centro di tutto, un modello organizzativo agile e preciso, che attinge a competenze diverse per tenere il passo. Innovare per Chiesi significa muoversi in un ecosistema complesso, dove ogni scelta – dalla governance alla pipeline – si confronta con mercati in evoluzione e l’irruzione delle nuove tecnologie digitali.
Chi decide la direzione dell’innovazione
Il motore che spinge l’innovazione in Chiesi si basa su un lavoro coordinato tra tre aree principali: le Franchise Terapeutiche, la Ricerca & Sviluppo e l’area che comprende Sustainability, Strategy e Business Development. Le Franchise sono il punto di partenza clinico, dove si individuano i bisogni terapeutici prioritari, i cosiddetti medical need. Questi bisogni non emergono solo dai dati clinici, ma sono una scelta strategica che guida ogni fase successiva, dal laboratorio al progetto industriale.
Da qui nasce la strategia di pipeline: la Ricerca e Sviluppo individua nuove ipotesi e prodotti potenziali, concentrandosi su processi biologici chiave e tecnologie avanzate. Allo stesso tempo, l’area Strategy e Sustainability lavora su due fronti: sostiene l’innovazione a lungo termine con il Centro per l’Open Innovation e inserisce in pipeline opportunità esterne come acquisizioni, partnership e licensing. Così, la strategia unisce sostenibilità e crescita, accelerando l’esplorazione tecnologica fuori dall’azienda. Il risultato è un sistema aperto, dove scienza, mercato e priorità strategiche si incontrano per costruire un portafoglio solido e dinamico.
Come si prendono le decisioni fra tempi lunghi e brevi
Portare un nuovo farmaco dall’idea al mercato richiede spesso più di quindici anni, mentre le Franchise guardano a finestre temporali più brevi, intorno ai cinque anni. Questa differenza impone strumenti precisi per bilanciare investimenti e risorse su tempi diversi. Chiesi gestisce tutto questo con processi multilivello di prioritarizzazione: la R&S segue lo sviluppo iniziale, mentre Franchise, Strategy e Business Development intervengono nelle fasi successive. Le decisioni più importanti coinvolgono anche il Board aziendale.
Il sistema si basa su metriche che cambiano a seconda della fase: all’inizio si valutano soprattutto il potenziale scientifico e la rilevanza clinica; più avanti entrano in gioco parametri di mercato e piani economici dettagliati. Questo metodo aiuta a mantenere allineati gli aspetti scientifici con quelli di business, senza mai perdere di vista il valore terapeutico.
Open innovation: la rete che fa crescere le idee
Chiesi punta su una rete estesa per integrare nuove conoscenze e tecnologie emergenti. Lo scouting tecnologico coinvolge soprattutto il Centro per l’Open Innovation, una parte dedicata della R&S e la funzione di Business Development. Questi gruppi lavorano insieme per scovare progetti e soluzioni esterne che possano arricchire o potenziare lo sviluppo interno.
Il rapporto con il mondo accademico è fondamentale: i laboratori universitari spesso offrono scoperte che, grazie ad accordi o trasferimenti tecnologici, possono diventare prodotti. Questa apertura è una delle chiavi del successo, perché permette di accedere a competenze e tecnologie difficili da replicare in casa. Inoltre, mantiene Chiesi al passo con i confini più avanzati della ricerca farmaceutica, un elemento essenziale in un settore così competitivo.
Le sfide digitali e come si misura il valore oggi
Nel 2026, le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale stanno rivoluzionando la ricerca pharma. L’uso avanzato dei dati aiuta a scoprire nuovi target biologici e a prevedere con più precisione i risultati clinici. Ma integrare queste tecnologie richiede una riorganizzazione profonda e competenze specifiche, spesso difficili da trovare sul mercato del lavoro.
Quando si tratta di valutare i risultati, oltre agli indicatori tradizionali come numero di progetti e opportunità approvate, Chiesi guarda anche al valore indiretto generato. Lo sviluppo di piattaforme tecnologiche e il rafforzamento del know-how interno, anche se non portano subito a prodotti, rappresentano un patrimonio prezioso per il futuro. Per questo servono nuovi strumenti di misurazione, pensati per valutare la capacità di costruire competenze e infrastrutture scientifiche solide.
Il modello di Chiesi mostra come l’innovazione in campo farmaceutico non sia mai lineare o semplice. La struttura organizzativa adottata racconta la complessità di un equilibrio tra scienza, strategia, mercato e tempi diversi. Gestire tutto questo richiede visione, equilibrio e un’organizzazione pronta a cambiare insieme a un mercato globale che corre veloce.
