L’arte e la scienza non sono così distanti come pensiamo. Carlos Briones, biochimico del Centro de Astrobiología di Madrid, lo sa bene. Nato in una famiglia dove la creatività si mescola con il rigore scientifico, ha costruito la sua carriera esplorando l’origine della vita, e persino la possibilità che esista altrove, nello spazio. La natura è il loro comune denominatore, ma non basta osservarla: entrambi i mondi lavorano con tentativi, errori, e una curiosità instancabile. Che si tratti di accordare un violino o decifrare molecole complesse, serve passione, metodo e la voglia di mettere tutto in discussione. Parlare con Briones significa immergersi in un dialogo che attraversa la fisica, la chimica, la filosofia e persino la poesia, senza mai perdere di vista il concreto.
Vita: un intreccio di biologia, tempo e relazioni
Per Briones, la vita non è solo chimica. È qualcosa che coinvolge tempo e relazioni, proprio come l’arte. Un organismo non è solo un sistema chimico programmato, ma fa parte di una lunga catena di eventi evolutivi. Parla di LUCA, l’ultimo antenato comune di tutti gli esseri viventi, e della chimica prebiotica da cui siamo partiti. La vita è un processo continuo, un intreccio di passato, presente e futuro. Ogni essere vivente è come un “fotogramma” in un film senza copione. Per questo Briones preferisce pensare all’evoluzione come a un arbusto con rami che si separano, si incontrano o si interrompono, invece che a un albero ordinato e lineare. Questa immagine spiega anche quanto sia difficile accettare l’evoluzione: vediamo solo pochi “fotogrammi” delle nostre origini e della nostra discendenza. Conoscere la biologia ci aiuta a capire la complessa rete di relazioni e casualità che hanno portato all’uomo, alla cultura e all’arte.
Caso e necessità: il gioco imprevedibile dell’evoluzione
Briones sottolinea come nella storia della vita ci sia un delicato equilibrio tra leggi e casualità. L’origine della vita può dipendere da fattori chimici e ambientali, ma il suo sviluppo è segnato da eventi imprevedibili che cambiano tutto. Seguendo il paleontologo Stephen Jay Gould, se potessimo riavvolgere la storia evolutiva e farla ripartire, probabilmente otterremmo un risultato diverso, proprio per il peso del caso. Questo vale anche per le prime forme di vita, come i batteri di tre miliardi di anni fa, in un mondo ancora senza fotosintesi ossigenica. Un piccolo cambiamento allora avrebbe potuto stravolgere tutta la storia successiva, incluso il nostro arrivo. Per gli scienziati è una sfida affascinante e complessa decifrare questo intreccio tra leggi chimiche e imprevedibilità storica.
Arte e alieni: un ponte universale per comunicare con civiltà extraterrestri
Se un giorno dovessimo incontrare forme di vita intelligenti fuori dalla Terra, come potremmo presentarci? Per Briones, l’arte gioca un ruolo cruciale nel dialogo con intelligenze aliene. Film come Arrival mostrano che la percezione del tempo e il linguaggio potrebbero essere molto diversi dai nostri, ma l’arte e la creatività restano strumenti universali per comunicare. Un’opera d’arte trasmette intenzioni, emozioni, idee astratte, andando oltre il messaggio biologico umano. Le prime espressioni artistiche ci definiscono come esseri capaci di trasformare il mondo e di creare legami sociali. Questa capacità di andare oltre il fisico e di entrare nel simbolico potrebbe essere la chiave per un vero contatto con altre forme di vita senzienti, un salto evolutivo condiviso.
Vita e informazione: come cultura e dati biologici si intrecciano
Dal punto di vista biochimico, la vita è anche un sistema che contiene informazioni. Le molecole di acidi nucleici non solo reagiscono chimicamente, ma portano un messaggio genetico che guida l’organismo. Quando un essere vivente muore, queste informazioni si disperdono: il corpo torna a una materia chimica priva di segnali attivi. Ciò che rende straordinario l’essere umano è la capacità di trasformare questa base biologica in cultura e simboli complessi: linguaggi, arte, conoscenza. La “terza cultura” a cui si riferisce Briones non è un miscuglio superficiale, ma un ponte solido tra scienza e umanesimo che amplia la nostra visione. Superare la separazione tra questi mondi ci aiuta a costruire un patrimonio culturale e intellettuale più ricco.
Terza cultura: un ponte tra scienza e umanesimo
Carlos Briones si è concentrato sulla “terza cultura”, un concetto nato con le conferenze di C. P. Snow nel 1959, che denunciava il divario e il reciproco disprezzo tra scienza e umanesimo. L’idea è che questa divisione rallenti il progresso culturale e blocchi scambi preziosi. Nel 1995 John Brockman raccolse idee di chi voleva abbattere queste barriere. Briones segue questa tradizione e nel suo libro “A bordo de tu curiosidad” invita soprattutto i giovani a superare divisioni culturali autoimposte. Essere aperti a discipline diverse arricchisce la cultura globale, rompendo compartimenti stagni. Scienza e arte offrono strumenti e linguaggi diversi: unirli significa ampliare il modo in cui raccontiamo e capiamo il mondo.
Metafore come chiave per unire scienza e arte
Il progetto di Briones si basa sulla creazione di metafore condivise, che facilitano il dialogo tra mondi lontani ma complementari. Il suo libro vuole stimolare un’interazione creativa tra artisti e scienziati, nelle parole e negli intenti. Le metafore aiutano a tagliare trasversalmente concetti complessi e a mettere insieme pensiero analitico e poetico, allargando il nostro vocabolario culturale. Per Briones unire discipline non è facile, ma è un’occasione per rinnovare come interpretiamo il mondo. L’idea è che la somma delle culture valga più delle singole parti: scienza e arte insieme creano un patrimonio comune, ricco e in continua evoluzione.
Acqua e tempo: la vita tra arte e scienza secondo Leonardo
La riflessione finale di Briones parte da un’immagine di Leonardo da Vinci nel Codice Trivulziano: “L’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quella che andò e la prima di quella che viene. Così il tempo presente.” Siamo noi, con la nostra coscienza, a fermarci in quel momento fluido tra passato e futuro. È lì, in quel confine sfuggente tra arte e scienza, che nasce la vita e la cultura, un patrimonio in continuo movimento che ci attraversa e trasforma. Briones ci ricorda quanto sia stimolante esplorare questa zona di confine, dove le nostre radici biologiche si intrecciano con la capacità di immaginare e creare. Il valore di questo incontro si vede nell’apertura che ci spinge a guardare il mondo e noi stessi da prospettive sempre nuove.
