Nel 2025, Bending Spoons ha raccolto 710 milioni di dollari, spingendo la sua valutazione a 11 miliardi. Non un risultato da poco per una startup italiana nata appena dieci anni fa, nel 2013, a Copenaghen, per mano di quattro giovani ingegneri. Da quella base milanese, l’azienda ha sfidato i colossi della tecnologia mondiale, avanzando con acquisizioni strategiche e una selezione del personale quasi maniacale. Il mercato delle app, dominato finora da giganti stranieri, ha visto nascere un nuovo protagonista. Nel 2026, Bending Spoons non rallenta: continua a muoversi sullo scacchiere globale, riscrivendo le regole del gioco. Qual è il segreto dietro questa ascesa fulminante?
Tutto è cominciato a Copenaghen, dove quattro ingegneri italiani — Francesco Patarnello, Luca Ferrari, Matteo Danieli e Luca Querella — avevano deciso di proseguire gli studi dopo la laurea in Italia. Insieme a Tomasz Greber, ingegnere polacco, nel 2013 danno vita a Bending Spoons, nome ispirato a un personaggio di Matrix che piega i cucchiai, simbolo di sfide apparentemente impossibili. Dopo un primo progetto fallito, nel 2014 la squadra si sposta a Milano e si lancia nel mercato delle app per smartphone.
Lo stesso anno partecipano a un’asta benefica per un pranzo con Riccardo Zacconi, cofondatore di King Digital Entertainment . Con 25mila sterline donate in beneficenza conquistano visibilità e preziosi consigli per la crescita dell’azienda.
Fin dall’inizio la selezione del team è stata una priorità: oltre 40.000 candidature esaminate, migliaia di test e centinaia di colloqui per mettere insieme un gruppo di ingegneri, data scientist, marketer e designer provenienti da Google, Apple, McKinsey e CERN. L’obiettivo è chiaro: trattenere in Italia i migliori talenti, senza costringerli a emigrare nella Silicon Valley.
Negli anni successivi la crescita è stata costante. Nel 2018 i ricavi passano da 9,8 a 45,5 milioni di euro e l’utile netto si raddoppia superando i 3 milioni. Nel portfolio ci sono app con milioni di utenti in settori come wellness, fitness, fotoritocco, intrattenimento e sicurezza digitale. Nel 2020 Bending Spoons sviluppa Immuni, l’app per il tracciamento del Covid-19 voluta dal governo italiano, dimostrando capacità di gestire progetti di grande impatto.
A febbraio 2024 la società entra nell’olimpo degli unicorni con un round da 155 milioni di dollari che la valuta 2,55 miliardi. L’anno successivo i numeri schizzano: nel 2024 fattura 622 milioni di euro con un margine operativo lordo sopra il 50%. Inizia una fase di acquisizioni su larga scala: compra Brightcove, specializzata in streaming video, poi Koomot, app per gli amanti dell’outdoor, e infine il gigante AOL, per circa 1,2 miliardi di dollari, rafforzando la sua presenza a livello globale.
Il maxi finanziamento da 710 milioni di dollari raccolto a settembre 2025 con investitori internazionali di primo piano consolida la valutazione a 11 miliardi, piazzando Bending Spoons tra i campioni europei del digitale.
La strategia punta su acquisizioni mirate per creare un ecosistema digitale variegato. L’ingresso nel mercato dello streaming video arriva con Brightcove, azienda americana attiva dal 2004, che porta esperienza nei servizi on demand e strumenti di monetizzazione.
Subito dopo, a marzo 2025, l’acquisto di Koomot amplia l’offerta verso il lifestyle digitale, con un’app seguita da oltre 45 milioni di utenti appassionati di attività all’aperto.
Il colpo grosso arriva a ottobre 2025 con AOL, un simbolo storico di Internet con 30 milioni di utenti mensili. Questa operazione trasforma Bending Spoons da semplice sviluppatore di app a protagonista globale con brand consolidati, con l’obiettivo di rinnovare AOL e farlo tornare competitivo nel digitale moderno.
Nel 2026 arriva un’altra mossa: l’acquisizione di Tractive, azienda austriaca specializzata in localizzazione e monitoraggio della salute degli animali domestici, con oltre 1,4 milioni di utenti e ricavi sopra i 100 milioni di euro. Così Bending Spoons entra nel settore innovativo della pet tech.
Dietro la scalata di Bending Spoons c’è anche un solido network di collaborazioni. Tra i partner più importanti c’è Jakala, società italiana leader nel marketing digitale, che ha supportato lo sviluppo di Immuni. Jakala conta tra i soci famiglie imprenditoriali italiane di peso, come i Berlusconi, e gruppi finanziari internazionali.
Allo stesso tempo, Bending Spoons ha aperto il capitale a investitori di rilievo come Tamburi Investment Partners, la famiglia Berlusconi tramite il family office H14 e fondi internazionali di Hong Kong, garantendosi così accesso a capitali e competenze manageriali di alto livello.
Questa rete di relazioni ha trasformato la startup in un’azienda strutturata, pronta a giocare sul palcoscenico mondiale con un approccio maturo e industriale.
Il 26 febbraio 2024 Bending Spoons inaugura la nuova sede nel cuore di Milano, nel quartiere di Porta Nuova. Il progetto, affidato a Nomade Architettura, punta sulla sostenibilità ambientale, con certificazioni LEED e WELL-Gold riconosciute a livello internazionale.
La struttura si sviluppa su tre piani con spazi flessibili, aree ricreative, sale riunioni e terrazze private. La mensa multifunzionale include bar e zone gioco, per un ambiente di lavoro che mette al centro il benessere dei dipendenti.
Questa nuova casa è un segnale chiaro: Bending Spoons investe sul capitale umano, resta in Italia ma guarda al mondo. Inoltre, parte dei fondi raccolti sarà dedicata allo sviluppo di tecnologie proprietarie, con un occhio particolare all’intelligenza artificiale, confermando l’impegno nella ricerca.
Con investimenti costanti in tecnologia e acquisizioni, la società milanese vuole rafforzare la sua leadership globale, puntando su mercati e settori in continua crescita.
Tra le pietre millenarie di Gerusalemme, il Santo Sepolcro resiste come un’oasi di quiete in…
La riforma sarà pronta entro fine 2024. Lo ha detto il vicepresidente Pagano, senza lasciare…
“Qui Wagner trovò la sua ultima dimora.” È con questa dedica che il Museo Wagner,…
Il conto alla rovescia è quasi finito: il 6 maggio, Cinecittà riapre le sue porte…
Alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, un gruppo di giovani pittori veneziani sta riscrivendo le regole…
Nel 1534, Giorgio Vasari dipinse un ritratto di Lorenzo de’ Medici, il “Magnifico”, morto da…