Ogni anno, migliaia di startup cercano di cambiare il modo in cui mangiamo. Barilla, però, non si limita a osservare: rilancia la sfida con Good Food Makers 2026, un programma che punta a trasformare il futuro del cibo. Dopo un’edizione gestita insieme a partner esterni, quest’anno torna al timone in prima persona. Le iscrizioni, aperte da maggio, si chiudono il 10 luglio. I fortunati selezionati vivranno otto settimane intense a Parma, nel cuore pulsante della Food Valley, lavorando fianco a fianco con i team Barilla e confrontandosi con dati e casi industriali davvero esclusivi.
Good Food Makers: come Barilla ha cambiato le regole del gioco nell’innovazione alimentare
Dal 2019 Good Food Makers è la piattaforma di Barilla per scovare tecnologie, prodotti e processi innovativi nati dalle startup. Sono arrivate oltre 1.100 candidature da più di 50 Paesi, con 26 progetti pilota portati sul campo e più di 20 integrati stabilmente nelle attività dell’azienda. Un chiaro segnale: l’innovazione non resta un esercizio teorico, ma si traduce in soluzioni concrete e applicate su vasta scala, con un impatto reale sul business.
L’edizione 2026 segna una svolta decisa. Dopo aver aperto il programma all’intera filiera nel 2025, Barilla torna a gestirlo direttamente. Il tutto si lega al lancio di BITE , un centro d’avanguardia dedicato allo sviluppo di nuovi alimenti. L’incontro tra Good Food Makers e BITE rafforza un modello di innovazione aperta e integrata, con l’obiettivo di ottenere risultati tangibili e rapidi.
Good Food Makers 2026: come funziona il programma e cosa cerca Barilla
Le startup hanno tempo fino al 10 luglio 2026 per candidarsi online sul sito goodfoodmakers.it. Le realtà selezionate entreranno in un percorso intensivo di otto settimane nella sede di Barilla a Parma, vero e proprio laboratorio dell’innovazione alimentare. Il programma offre accesso esclusivo a dati operativi e casi reali, e la possibilità di collaborare fianco a fianco con i team di ricerca, industrializzazione e marketing.
Questa edizione punta su tre settori chiave:
– piattaforme intelligenti per l’inserimento e la formazione tecnica dei lavoratori;
– soluzioni pronte per pasti che rispondano alle nuove esigenze dei consumatori e ai cambiamenti degli stili alimentari;
– snack e mini-pasti innovativi pensati per il benessere emotivo e la performance cognitiva.
Al termine delle otto settimane, i progetti verranno presentati durante un Demo Day davanti agli stakeholder di Barilla, un’occasione per aprire la strada a future collaborazioni e implementazioni commerciali.
Innovazioni che funzionano davvero: i risultati già sul mercato
Il valore di Good Food Makers si misura anche nei risultati concreti. Tra le soluzioni nate dal programma ci sono sistemi avanzati di tracciabilità applicati a oltre 400 milioni di vasetti di pesto distribuiti nel mondo. Non solo: piattaforme digitali per la gestione della conoscenza nei siti produttivi Barilla hanno migliorato efficienza e formazione interna.
Questo percorso dimostra che il food & beverage punta con decisione alle startup per accelerare l’innovazione, rendere più flessibile la produzione e arricchire l’offerta. Barilla conferma così non solo la sua leadership di mercato, ma anche il ruolo di motore di tecnologia e nuovi modelli di consumo sostenibili e di valore.
Il bando 2026 resta aperto a chiunque abbia soluzioni concrete, scalabili e pronte a confrontarsi con una delle filiere più complesse e dinamiche dell’alimentare di oggi.
