Nel 2026, l’intelligenza artificiale non è più una promessa, ma una realtà che sta riscrivendo le regole di banche e assicurazioni. Da un lato, le banche accelerano, usando l’AI per scovare nuovi insight e rivoluzionare i processi digitali interni. Dall’altro, le assicurazioni scommettono sull’automazione intelligente e su soluzioni sempre più su misura per il cliente. Eppure, nonostante la corsa all’innovazione, due cose restano imprescindibili: rispettare norme rigide e garantire la sicurezza informatica. Senza questi pilastri, la trasformazione rischia di incepparsi.
Il 2026 è un anno in cui adeguarsi alle normative è diventato essenziale. Il peso delle nuove regole sulle strategie di banche e assicurazioni è altissimo, con un impatto quasi totale . Questo costringe le aziende a ripensare processi, organizzazione e controlli, trasformando la compliance da semplice obbligo a vero e proprio vantaggio competitivo. Norme come il Single Currency Package, PSD3 e PSR segnano tappe decisive, chiedendo alle imprese un livello di preparazione che supera il 90%. Allo stesso tempo, la capacità di resistere e reagire agli attacchi informatici resta una priorità assoluta, con un impatto del 0,92 e una readiness dell’88%. Non basta più difendersi: serve assorbire i colpi e ripartire in fretta, proteggendo infrastrutture e dati per mantenere la fiducia di clienti e partner in un contesto sempre più minaccioso.
L’AI non è più solo un mezzo per automatizzare compiti ripetitivi. Banche e assicurazioni la vedono come un vero alleato per prendere decisioni importanti e gestire le operazioni. Si passa da un semplice approccio basato sui dati a un sistema che usa l’intelligenza artificiale per anticipare scenari e orientare le scelte. Questo campo ha un impatto alto ma mostra anche un gap tecnologico e organizzativo da colmare . Cresce inoltre l’uso di sistemi intelligenti capaci di adattarsi da soli ai cambiamenti, migliorando efficienza e scalabilità. Un ruolo chiave lo gioca anche la cosiddetta AI Digital Workforce, che combina competenze umane e algoritmi per rinnovare collaborazione, leadership e gestione del personale: un aspetto che nel 2026 è tra le priorità del settore .
Grazie alle tecnologie, si costruiscono esperienze sempre più su misura. Le assicurazioni spingono sull’iper-personalizzazione, adattando in tempo reale prodotti e servizi grazie all’analisi dei dati. Anche se il 94% delle banche ammette di non aver raggiunto ancora il livello ideale di personalizzazione, la maggior parte sta investendo per colmare il gap, con il 68% che punta a velocizzare su questo fronte. Cambia anche il modo di interagire con il cliente: si va oltre l’omnicanalità tradizionale verso un’esperienza integrata tra canali fisici e digitali. L’agente assicurativo diventa così una figura chiave, un “traduttore phygital” e consigliere esperto che interviene quando serve un supporto più approfondito. L’obiettivo è far percepire app mobile e agenzia come un unico servizio, fluido e coerente.
Per reggere una trasformazione così complessa servono infrastrutture IT moderne e flessibili, con il cloud al centro. Il passaggio al cloud è ormai una realtà consolidata, con un impatto di 0,87 e readiness di 0,83, che permette di gestire carichi variabili e mantenere la continuità operativa. Le architetture ibride bilanciano scalabilità e controllo, favorendo aree come la sicurezza informatica e l’analisi avanzata dei dati. Parallelamente, l’Open Finance Ecosystem – evoluzione naturale dell’Open Banking – crea una rete di interoperabilità tra operatori, facilitando un accesso più equo ai servizi finanziari. Il regolamento europeo FIDA è la pietra miliare che spinge per una condivisione sicura di dati su risparmi, investimenti e assicurazioni, ampliando così la collaborazione nel settore.
La finanza sostenibile resta centrale nelle strategie di banche e assicurazioni, con un impatto forte e un livello di preparazione che si avvicina all’86%. Ma oggi la sostenibilità non è più vista come una leva innovativa, bensì come un requisito di base. Le aziende si concentrano sull’integrazione puntuale dei dati ESG nelle valutazioni del credito e nel controllo delle filiere, migliorando governance e prodotti responsabili. Questa maturità ha trasformato la sostenibilità in un fattore di compliance e reputazione, lasciando poco spazio a nuove spinte di innovazione su questo fronte.
Il report Cetif mette in luce scelte differenti tra banche e assicurazioni nell’adozione dell’intelligenza artificiale. Le banche sono più avanti nell’uso di strumenti AI per insight strategici e per gestire la forza lavoro digitale, mostrando maggiore maturità operativa. Le assicurazioni, pur partendo da un livello di preparazione più basso su alcune tecnologie, puntano sull’automazione intelligente e sull’offerta iper-personalizzata per costruire rapporti più consulenziali con i clienti. Internamente, le funzioni operative sono più pronte del business, che spesso fatica a tradurre le strategie in investimenti concreti. Per completare la trasformazione sarà fondamentale allineare tutte le aree, diffondendo competenze e tecnologie in modo omogeneo.
Il panorama delle startup fintech italiane si consolida, con 596 realtà attive a fine 2024, leggermente in calo rispetto all’anno precedente. Le aziende però rafforzano la loro posizione grazie a collaborazioni con partner industriali e finanziari, dimostrando buona capacità di adattamento. Tra le più note ci sono Satispay, Scalapay e Credimi, insieme a realtà tecnologiche avanzate come Cardo AI e Volume. I finanziamenti crescono del 44%, superando i 250 milioni di euro, mentre i ricavi aumentano del 29%. Le principali sfide restano l’accesso ai capitali – con il 46% ancora alla ricerca di fondi – e il passaggio dalla sperimentazione all’industrializzazione dei servizi. La normativa complessa e la concorrenza crescente da parte di banche tradizionali e altre fintech richiedono flessibilità e capacità di costruire alleanze strategiche.
Le tecnologie che trainano l’innovazione fintech nel 2024 sono sia consolidate sia emergenti. Le API sono le più diffuse , seguite dall’intelligenza artificiale e dalla Generative AI, in crescita al 26%, soprattutto per ottimizzare i processi interni. Blockchain e Internet of Things restano strumenti importanti per aumentare sicurezza, trasparenza e gestione intelligente delle risorse. Queste tecnologie aiutano a prevedere i rischi e migliorano la qualità delle decisioni. Il Banking-as-a-Service , che permette a aziende non bancarie di offrire servizi finanziari tramite cloud e API, assume un ruolo sempre più importante. Il BaaS crea sinergie tra banche e fintech, riduce i tempi di lancio sul mercato e facilita il contatto con i nuovi utenti digitali. A differenza dell’open banking, il BaaS fa da intermediario senza detenere dati o fondi, semplificando la compliance per le aziende partner.
Nel settore assicurativo, i pagamenti digitali nel 2024 superano per la prima volta il contante, raggiungendo 481 miliardi di euro e coprendo il 43% delle transazioni totali. Crescono anche i pagamenti nei negozi fisici . Nuove modalità di incasso e rimborso, tokenizzazione, wallet e soluzioni mobile-first stanno cambiando il rapporto tra compagnie e clienti. La domanda di servizi digitali riguarda sia la sottoscrizione tramite smartphone sia l’adozione di polizze temporanee o on demand. I modelli in abbonamento sono sempre più apprezzati dai clienti giovani, spingendo verso un’esperienza assicurativa più semplice e veloce. Questi cambiamenti sono confermati da aziende come Adyen ed EY e rispecchiano il modo in cui le nuove generazioni vogliono rapportarsi con le assicurazioni.
Le assicurazioni affrontano oggi sfide importanti legate al clima, all’invecchiamento della popolazione e ai rischi informatici. Il 79% delle compagnie offre già coperture contro eventi naturali catastrofici, come terremoti e alluvioni, estese anche all’agricoltura. Circa la metà ha inserito il rischio cyber nel proprio portafoglio, sebbene la domanda sia ancora limitata. Le coperture più diffuse riguardano malware, ransomware e violazioni dei dati. Per aumentare il valore percepito, molte assicurazioni affiancano servizi come assistenza domiciliare certificata, gestione personalizzata delle cure e convenzioni con strutture sanitarie. Sul fronte demografico, la Long Term Care resta un prodotto chiave per rispondere all’invecchiamento, con il 65% delle compagnie già attive in questo segmento.
Il quadro che emerge mostra un settore finanziario che nel 2026 non si limita a gestire il cambiamento, ma accelera verso modelli più resilienti, automatizzati e orientati al cliente. La vera sfida sarà tradurre queste spinte tecnologiche e normative in vantaggi concreti, guidando con equilibrio tra visione e capacità di realizzazione.
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