“L’innovazione non si fa in una stanza chiusa.” Lo ripetono spesso in Banca Finint, dove il vento del cambiamento soffia forte. Non basta più investire o contare numeri: serve un nuovo sguardo, che rompe gli schemi vecchi. La banca, conosciuta finora per la sua specializzazione, sta diventando qualcosa di diverso, grazie a una rete di professionisti sparsi sul territorio. Qui l’innovazione vive, si muove, si costruisce giorno per giorno, sul campo. L’obiettivo? Mettere al centro le persone, bilanciando soluzioni su misura con la tecnologia. E, non ultimo, puntare con decisione su intelligenza artificiale e collaborazioni strutturate con le startup.
Innovation Ambassador, la rete che cambia la banca
Al centro di questo cambiamento ci sono gli Innovation Ambassador, una squadra di figure chiave distribuite negli uffici del gruppo. Il loro compito è chiaro: l’innovazione non deve arrivare solo dall’alto, ma deve diffondersi ovunque. A coordinare il tutto è la direzione Transformation & Innovation, che risponde direttamente al Chief Operating Officer e mantiene un filo diretto con il consiglio di amministrazione. Il modello scelto è quello “hub & spoke”: un team centrale guida e supporta, mentre gli ambassador lavorano sul territorio, nelle varie divisioni.
Dal 2024, anno in cui è partita ufficialmente questa strategia, sono stati coinvolti 28 ambassador in corsi di formazione, bootcamp intensivi e workshop continui per rafforzare competenze e spirito di gruppo. Questi rappresentanti sono un punto di riferimento per i colleghi e spingono lo sviluppo di nuove idee, superando la vecchia idea di innovazione calata dall’alto, spesso distante dalle esigenze reali. Oltre a promuovere una cultura interna, questa rete aiuta a intercettare bisogni trasversali e a far collaborare le diverse anime del gruppo. Un approccio che si conferma fondamentale per trasformare le sperimentazioni in risultati concreti per il business.
Intelligenza artificiale: uno strumento, non un sostituto
Banca Finint guarda all’intelligenza artificiale con attenzione, senza farsi prendere dalle mode. L’obiettivo è usarla per migliorare processi complessi e personalizzati, senza però togliere spazio alle persone. Si cerca una sinergia che migliori efficienza e qualità del lavoro. La sfida è grande: trovare il giusto equilibrio tra standardizzazione e personalizzazione, che resta un tratto distintivo della banca.
La strategia AI si basa su una governance chiara, con regole ben definite per le decisioni, priorità e un percorso preciso per valutare i casi più utili. La banca sta sperimentando strumenti di AI generativa e assistenti digitali che supportano gli operatori nelle attività di routine e nelle scelte strategiche. Alcuni progetti puntano non solo all’automazione, ma anche a stimolare nuove idee e innovazioni. Questo equilibrio tra sperimentazione e controllo mostra un approccio maturo, che evita sprechi e confusione nella gestione dell’AI, invitando il settore bancario a guardare oltre l’adozione superficiale.
Capital for Innovation: più dialogo con startup e PMI
Sul fronte esterno, Banca Finint spinge per un rapporto più strutturato con startup e PMI innovative. Dal 2023 è attivo Capital for Innovation, un fondo di venture capital che punta a raccogliere 50 milioni di euro per investire in circa 100 realtà innovative. Il fondo ha appena chiuso il terzo round di sottoscrizione, segno di interesse e vitalità.
Fino a oggi, però, la collaborazione con le startup è stata legata soprattutto a esigenze specifiche, più operative che strategiche. Ora la banca vuole costruire un sistema integrato che comprenda scouting, sperimentazione , roadmap e implementazione, per trasformare l’innovazione in risultati concreti e scalabili. L’intento è chiaro: non si tratta di “fare open innovation” per seguire la moda, ma di creare meccanismi che uniscano tecnologia, sviluppo di business e impatto sul territorio.
Le sfide del 2026: consolidare e misurare l’innovazione
Il cammino intrapreso da Banca Finint dimostra che, anche in un settore specializzato, l’innovazione può essere leggera ma coerente, capace di sostenere sia la sperimentazione rapida sia le regole necessarie. La rete degli Innovation Ambassador si è rivelata un motore prezioso per mantenere alta l’attenzione e favorire un approccio collaborativo.
Ora la sfida più grande è consolidare questo modello, estenderlo e monitorarne i risultati nel tempo. Misurare l’impatto e tenere insieme innovazione, operatività e strategie di business sarà fondamentale. In un contesto complesso come quello della finanza specializzata, Finint sta provando a tracciare una strada nuova, dimostrando che anche realtà articolate possono adottare strutture snelle e integrate per trasformare le idee in azioni concrete e durature.
