Il Buy Now Pay Later in Italia ha raggiunto un traguardo sorprendente: nel 2026 ha superato il credito finalizzato. Un cambiamento rapido, quasi inatteso, che sta rimodellando il modo di comprare. Oggi pagare a rate non è più un’opzione residuale, ma una pratica quotidiana, integrata nel processo stesso di acquisto. Consumatori e operatori si affidano sempre più a questa formula, trasformando radicalmente il panorama del credito al consumo.
I numeri non lasciano spazio a dubbi: il BNPL ha preso il centro della scena finanziaria italiana. Nel 2026, le transazioni con questa modalità hanno superato i 10 miliardi di euro. Per dare un’idea, il credito al consumo complessivo vale circa 70 miliardi all’anno, mentre i pagamenti digitali sfiorano i 500 miliardi. Questo significa che il BNPL sta guadagnando terreno anche oltre il credito al consumo, entrando a pieno titolo nel mondo dei pagamenti digitali.
Il dato più significativo riguarda il confronto con il credito finalizzato tradizionale. Negli ultimi anni, mentre il credito finalizzato è sceso da 8 a 5 miliardi , il BNPL è passato da 7 a 10 miliardi. Non si tratta solo di cifre, ma di un vero cambio di paradigma. Il credito finalizzato, visto spesso come una pratica rigida e burocratica, sta cedendo il passo a soluzioni più snelle, facili e trasparenti, che il consumatore sceglie con più convinzione.
All’inizio il BNPL ha fatto breccia soprattutto nell’e-commerce di abbigliamento e cosmetici, dove ha offerto un’alternativa ai pagamenti tradizionali, favorendo acquisti sia d’impulso che programmati con più flessibilità. Negli ultimi due anni però il suo raggio d’azione si è allargato rapidamente. Oggi lo troviamo in settori un tempo appannaggio del credito finalizzato, come i beni durevoli e i comparti di fascia alta.
Il lusso e i viaggi sono diventati i nuovi terreni di conquista del pagamento dilazionato digitale. La possibilità di rateizzare acquisti importanti con pochi clic ha cambiato il modo di comprare, ampliando il numero di clienti. Il BNPL si sta così diffondendo su più fronti, con banche e fintech che lavorano insieme per offrire soluzioni sempre più personalizzate e integrate nel processo di pagamento.
Il successo del BNPL non ha lasciato fermi gli attori tradizionali. Le banche hanno risposto proponendo prodotti ibridi, con la dilazione inserita direttamente su carte di credito o conti correnti. Intesa Sanpaolo con “Spensierata”, BPER con “PagaPoi” e BBVA con offerte digitali sono esempi concreti di questa strategia. Questi servizi mantengono la rapidità e la semplicità del digitale, ma restano ancorati alla struttura consolidata degli istituti.
Intanto, fintech come Klarna, PayPal, Pledg, QC e Satispay ampliano le loro proposte, offrendo rateizzazioni flessibili da 6 a 24 mesi su importi fino a 5.000 euro. Tra concorrenza e collaborazione, si è creato un ecosistema dinamico che mette a disposizione dei clienti una gamma sempre più ampia di opzioni.
Il BNPL è ormai un fenomeno globale, ma non mancano le criticità, soprattutto sui rischi di insolvenza. In alcuni Paesi, la facilità d’accesso a questo tipo di credito ha portato a tassi elevati di mancati pagamenti, il cosiddetto “Buy Now, Pay Never”, che ha danneggiato reputazioni e bilanci di diversi operatori internazionali.
L’Italia invece si distingue per un approccio più rigoroso. I controlli sul rischio adottati dagli operatori italiani sono all’altezza di quelli del credito tradizionale e hanno mantenuto sotto controllo i livelli di insolvenza. Secondo CRIF, la solidità del BNPL in Italia è superiore a quella del credito finalizzato, segno di una maggiore attenzione da parte dei consumatori e di una selezione più accurata nella concessione del credito.
Il BNPL ha già superato i 10 miliardi di euro di transazioni annuali, ma il vero valore è nella trasformazione del modello. Il finanziamento diventa parte integrante dell’acquisto, senza gli ostacoli burocratici di un tempo. Per chi compra, il pagamento dilazionato è ormai naturale.
Guardando avanti, la sfida è espandersi dal credito al consumo all’intero mercato dei pagamenti digitali, che in Italia vale circa 500 miliardi di euro. Operatori e istituti puntano a conquistare quote sempre più grandi con soluzioni più avanzate, attente alla sostenibilità e alla sicurezza.
L’ascesa del Buy Now Pay Later in Italia ridefinisce non solo come si paga, ma anche come si rapportano consumatori, banche e fintech. Un mercato in movimento che ha trovato nella dilazione digitale la sua nuova normalità.
«Il confronto fa parte del gioco», ha detto il sindaco, parlando delle tensioni recenti con…
A Roma, questa mattina, il dibattito sulla stabilizzazione dei precari è degenerato in un acceso…
Il Tribunale di Roma ha appena ricevuto un atto di citazione che apre ufficialmente un…
In Europa, poche startup riescono davvero a diventare giganti globali. Negli Stati Uniti, invece, sembra…
Il Parlamento si è diviso come non mai: 117 no e appena 3 astenuti contro…
Le corporate e investment bank si trovano al centro di una tempesta. I clienti corporate,…