Quattro giovani ingegneri del Politecnico di Torino hanno deciso di rivoluzionare il modo in cui i satelliti si alimentano in orbita. Andrea Villa, CEO di ORiS, racconta di notti insonni trascorse a sviluppare un’idea nata tra i banchi dell’università, accesa da un bando dell’Agenzia Spaziale Italiana. Oggi la loro startup deep-tech lavora a un sistema che permette di trasferire energia via laser tra satelliti, senza aumentare dimensioni o costi. L’obiettivo? Allungare la vita dei satelliti e rendere più efficienti le missioni spaziali, puntando dritto al 2027.
Da un’idea universitaria a un progetto che guarda allo spazio
L’idea di ORiS non è nata per caso, ma si è sviluppata in un ambiente stimolante come quello del Politecnico di Torino. Tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, Andrea Villa, Anna Mauro, Domenico Edoardo Sfasciamuro e Francesco Lopez hanno iniziato a lavorare all’idea in modo informale, dedicando molte ore serali a esperimenti e calcoli. La vera svolta è arrivata con un bando dell’Agenzia Spaziale Italiana, che cercava tecnologie in grado di supportare missioni lunari.
Quel primo riconoscimento ha trasformato il progetto in una sfida concreta. Nel 2024 ORiS ha fatto un salto importante con la collaborazione di Thales Alenia Space Italia, momento in cui è nata ufficialmente la startup. Da lì è iniziato un percorso più strutturato, con il sostegno dell’incubatore I3P e del programma ESA BIC Turin, due realtà di primo piano che hanno dato supporto tecnico e aperto reti di contatti. La crescita è stata alimentata da un mix di formazione, sviluppo tecnologico e opportunità commerciali e finanziarie.
Quattro ingegneri, un team solido e complementare
I quattro fondatori hanno condiviso fin dall’inizio il percorso di studi, tutti al Politecnico di Torino. La loro forza è stata capire fin da subito quali competenze ognuno potesse portare in campo. Andrea Villa ha preso in mano la parte gestionale, completando un MBA per guidare al meglio la startup, mentre gli altri hanno approfondito tre diverse linee di ricerca, con dottorati che oggi sono il cuore scientifico di ORiS.
Non è stato un percorso tradizionale da spin-off, dove il progetto di ricerca arriva prima della creazione dell’azienda. Qui l’idea imprenditoriale è partita per prima, e poi i fondatori hanno adattato i propri studi alle esigenze della startup. Così hanno formato un gruppo capace di affrontare sfide complesse, spaziando dalla progettazione tecnica alla gestione commerciale.
Energia laser per satelliti: una soluzione per un problema vecchio
La trasmissione di energia via laser è pensata per risolvere uno dei problemi più difficili nelle missioni satellitari: alimentare i dispositivi a bordo in modo continuo. Oggi ogni satellite deve calcolare con attenzione quanta energia serve per durare circa sette anni, tra batterie, pannelli solari e consumi. Ma spesso questa energia non basta per far funzionare appieno strumenti come radar o antenne, che in certi casi lavorano meno del 7% del tempo.
ORiS propone di cambiare le regole: non sarà più necessario caricare tutta l’energia a bordo sin dall’inizio, ma sarà possibile “acquistarla” in tempo reale, come una risorsa da consumare quando serve. L’energia arriverà da nodi distribuiti nello spazio, trasmessa tramite laser. Questo modello rende le missioni più flessibili, permette di ridurre le dimensioni e i costi dei satelliti, e allo stesso tempo aumenta la capacità operativa.
Il progetto guarda avanti: i satelliti stanno diventando sempre più potenti, con intelligenza artificiale e nuovi carichi. La domanda di energia crescerà, e servono soluzioni modulari e agili come quella di ORiS, per evitare di dover costruire piattaforme sempre più grandi e costose.
Doppia strada: dallo spazio alla Terra con applicazioni pratiche
Se la trasmissione di energia nello spazio è il cuore della strategia, ORiS punta anche al mercato terrestre, soprattutto nelle applicazioni “dual use”, cioè civili e militari. Per esempio, ha già sviluppato sistemi di ricarica wireless per droni, basati su energia laser: antenne snelle e veloci, molto più pratiche delle soluzioni tradizionali.
Il mercato terrestre avanza più rapidamente, perché i costi di sviluppo sono più contenuti e i tempi più brevi rispetto allo spazio, dove i cicli sono lunghi e la regolamentazione più rigida. ORiS ha già firmato contratti e pre-contratti per queste applicazioni e punta a partire con il go-to-market tra la seconda metà del 2026 e l’inizio del 2027. Nel frattempo continua a lavorare per consolidare la sua presenza nella space economy, con il primo lancio previsto nel 2027 e un secondo nello stesso anno.
4,5 milioni per il decollo: investitori puntano sulla tecnologia
Il round pre-seed da 4,5 milioni chiuso a luglio 2026 è guidato da Earlybird e Pitchdrive, con la partecipazione di Galaxia – fondo promosso da CDP – e altri fondi regionali come Fondo Piemonte Next. Gli investitori hanno creduto nel team, nei risultati tecnologici e negli accordi commerciali e industriali già avviati.
Il momento decisivo è stato quando la tecnologia ORiS è stata scelta per la missione ARAQYS-D3 di DCUBED, in programma per il 2027. ORiS fornirà il payload energetico integrato nel satellite, mantenendo i costi interni e assicurandosi così un test reale in orbita. Questo passo conferma sul campo la validità della tecnologia e riduce di molto i rischi per chi investe.
Verso il primo lancio: il conto alla rovescia è iniziato
Nel 2026 è quasi ultimato il lavoro per integrare il dispositivo di trasmissione laser nella missione ARAQYS-D3. Il payload sarà consegnato a breve al partner DCUBED per il montaggio sul satellite. ORiS si prepara così a un debutto fondamentale, un test che aprirà la strada a nuovi sviluppi e collaborazioni.
I fondi raccolti serviranno a rafforzare il team, accelerare lo sviluppo e finanziare il secondo lancio previsto sempre nel 2027, consolidando la presenza della startup nel settore. Parallelamente, si intensificheranno le attività per lanciare la soluzione terrestre, considerata una leva importante per i ricavi e la crescita internazionale.
Il cammino di ORiS unisce tecnologia avanzata e spirito imprenditoriale, con l’obiettivo di trasformare l’energia nello spazio da problema a risorsa flessibile, aprendo nuove prospettive per la space economy e il controllo energetico di sistemi remoti anche qui sulla Terra.
