Ferrovie dello Stato e A2A hanno appena messo sul tavolo 38 milioni di euro per Niulinx, una startup che sviluppa tecnologia per la guida autonoma. Una cifra che fa rumore, soprattutto nel contesto italiano. Non è solo un investimento: è un cambio di passo. Fino a ieri, le grandi aziende si limitavano a sostenere l’innovazione da lontano, magari con fondi o programmi di open innovation. Oggi, invece, mettono in gioco risorse e know-how direttamente, puntando su progetti destinati a rivoluzionare mobilità, infrastrutture ed energia. Un segnale chiaro: il venture capital industriale in Italia sta prendendo forma, e lo fa con decisione.
Niulinx e il record italiano: una nuova stagione per il venture capital industriale
Il finanziamento da 38 milioni alla startup milanese è il più importante mai realizzato in Italia nel campo della guida autonoma. Ma non è solo una questione di soldi. È la dimostrazione che il corporate venture capital italiano sta facendo un salto di qualità. Ferrovie dello Stato, per bocca di Massimiliano Garri, Chief Technology, Innovation & Digital Officer, ha spiegato che si tratta del primo investimento diretto in una startup, dopo anni passati a operare solo tramite fondi o advisory board. A2A, dal canto suo, ha messo in piedi una struttura solida con A2A Life Ventures, nata nel 2025 per coordinare gli investimenti in innovazione: finora ha investito circa 80 milioni in oltre 70 startup.
L’obiettivo è chiaro e va oltre il semplice ritorno economico: si vuole integrare l’innovazione nei processi aziendali e crescere insieme alle startup più promettenti. Niulinx diventa così il primo banco di prova di questa nuova strategia, con due colossi industriali italiani che scelgono di entrare in settori tecnologici avanzati, senza limitarsi a fare da spettatori o a sostenere solo indirettamente.
Niulinx: la startup che vuole rivoluzionare la mobilità condivisa con la guida autonoma
Nata come spin-off del Politecnico di Milano dal gruppo di ricerca AIDA, Niulinx sviluppa tutte le tecnologie necessarie per i veicoli autonomi. Il suo punto di forza è un modello chiamato “robosharing”: veicoli elettrici modificati e omologati che possono muoversi da soli fino a 30 km/h. Il sistema funziona così: il mezzo raggiunge da solo l’utente che lo chiama, ma una volta a bordo è il passeggero a prendere il controllo della guida. Terminato il tragitto, il veicolo torna da solo alle postazioni di ricarica o si sposta verso un altro cliente.
Con un team di oltre 60 ingegneri e data scientist, Niulinx punta a ottenere l’omologazione europea entro tre anni, guardando già a mercati importanti come quello tedesco. I 38 milioni raccolti serviranno a perfezionare la tecnologia, ampliare il team e sviluppare un modello di franchising. È un approccio concreto, che tiene conto delle normative europee e mette Niulinx in posizione di primo piano in un settore dove finora dominano aziende americane e cinesi.
A2A Life Ventures: da fondo di investimento a piattaforma di innovazione integrata
L’investimento di A2A in Niulinx nasce da un percorso iniziato nel 2020 con il primo fondo di venture capital realizzato in collaborazione con 360 Capital. In pochi anni la multiutility ha investito in più di 70 startup, puntando su digitale, intelligenza artificiale e progetti di efficienza. Nel 2024 è partito il fondo 360 Life II, focalizzato su climate tech e con un target di 200 milioni, coinvolgendo anche altri grandi partner.
Con la nascita di A2A Life Ventures nell’ottobre 2025, tutte le iniziative di venture capital, venture building e ricerca tecnologica si sono unite sotto un’unica struttura, che ora può fare investimenti diretti e non più solo tramite fondi terzi. Scegliere Niulinx come primo investimento diretto conferma la volontà di trasformare il modello tradizionale in una piattaforma industriale che segue la strategia complessiva del gruppo. Per una multiutility che gestisce reti energetiche, infrastrutture e mobilità, la guida autonoma è un tassello centrale.
Ferrovie dello Stato: dal ruolo da spettatore all’investimento diretto nelle tecnologie chiave
Ferrovie dello Stato, con i suoi quasi 100 mila dipendenti e 450 milioni di viaggi all’anno su una rete di oltre 17 mila chilometri, ha fatto con Niulinx il suo primo passo nel venture capital diretto. Fino al 2025 il gruppo si era limitato a investimenti indiretti, come i 10 milioni nel fondo InfraTech di CDP Venture Capital o iniziative di open innovation con PoliMi e PoliHub. Ora cambia rotta: sceglie una startup, punta sulle sue competenze e mette risorse in modo diretto.
Massimiliano Garri ha sottolineato che si tratta di una decisione strategica, non solo finanziaria. “L’obiettivo è investire in tecnologie che saranno centrali per il trasporto urbano e la gestione delle flotte.” Entrare nel round di Niulinx è un segnale chiaro: Ferrovie dello Stato vuole presidiare la digitalizzazione e l’innovazione dall’interno, con un approccio attivo, pronto ad adottare concretamente le nuove tecnologie.
Corporate venture capital in Italia: strategia, integrazione e tecnologia
L’investimento su Niulinx non è un episodio isolato, ma segna un cambiamento importante nel venture capital industriale italiano. Per anni le grandi aziende si sono limitate a investimenti indiretti o a iniziative di facciata. Dopo un picco nel 2023, il settore aveva mostrato un certo rallentamento negli investimenti diretti. Questa operazione indica invece un cambio di passo: grandi gruppi strutturati che puntano su progetti strategici, con investimenti significativi.
Non si tratta più solo di osservare le startup, ma di integrarne le tecnologie, adottarle e valorizzarle nel tempo. Garri lo ha detto chiaramente: “il corporate venture capital deve diventare uno strumento di innovazione concreto, capace di accompagnare e rafforzare il sistema industriale nazionale.” La guida autonoma è un esempio perfetto: un settore in cui grandi investitori industriali costruiscono alleanze con player finanziari e centri di ricerca, creando una rete solida intorno a un progetto comune.
Niulinx al centro di un’alleanza per la mobilità autonoma europea
Il valore dell’investimento in Niulinx sta anche nella rete di partner coinvolti. Nel consorzio si uniscono competenze diverse: A2A porta l’esperienza sulle reti energetiche e le infrastrutture urbane; CDP Venture Capital mette capitale e capacità di gestione del rischio; Ferrovie dello Stato contribuisce con la sua conoscenza della mobilità e delle infrastrutture; Pirelli con materiali avanzati; MOST con la ricerca sulla mobilità sostenibile; la Fondazione ICO Falck offre continuità con studi e sperimentazioni precedenti.
Questa sinergia non è solo un’operazione finanziaria, ma un progetto industriale integrato. L’obiettivo è inserire la guida autonoma in una filiera che comprende infrastrutture e tecnologie, un elemento chiave per l’innovazione europea. Niulinx si presenta così come il primo operatore europeo con una forte identità tecnologica, industriale e strategica, essenziale per non restare spettatori in un mercato globale da centinaia di miliardi guidato da Stati Uniti e Cina.
Niulinx: tecnologia, modello di business e prospettive europee
Sul fronte tecnologico, Niulinx sviluppa tutto ciò che serve ai veicoli autonomi: percezione dell’ambiente, pianificazione dei percorsi, controllo dei mezzi e gestione da remoto delle flotte. Il modello “robosharing” abbina la guida autonoma al controllo umano, una formula che risponde alle restrizioni normative attuali. Questo sistema potrebbe già funzionare in Paesi come Francia, Germania e Croazia.
Il team guidato da Luca Foresti, CEO con esperienza nel settore, punta a superare le 100 persone. I fondi raccolti serviranno a completare la tecnologia, ottenere le omologazioni europee e lanciare il franchising con operatori locali. L’obiettivo è costruire dall’Italia una presenza europea capace di competere e creare un settore autonomo, regolato secondo standard europei.
Un nuovo orizzonte per le grandi aziende italiane
Con A2A che consolida un modello avanzato di corporate venture capital e Ferrovie dello Stato che fa il suo primo investimento diretto, si apre una nuova stagione per le grandi imprese italiane. Non si tratta più di decidere se investire nel venture capital, ma di capire come presidiare le tecnologie fondamentali per i prossimi decenni, dalla mobilità autonoma all’intelligenza artificiale applicata alle infrastrutture.
Il rischio per Italia ed Europa è restare ai margini in settori decisivi senza una strategia industriale solida. Il round Niulinx è un esempio e un incoraggiamento: le aziende possono creare alleanze industriali forti, mettendo in campo capitali e competenze proprie, non solo partecipazioni finanziarie indirette. Questo modello aiuta a rafforzare l’ecosistema e a dare una spinta reale all’innovazione industriale nazionale.
Il segnale lanciato da due colossi come Ferrovie dello Stato e A2A è chiaro e potrebbe aprire la strada a una nuova fase per tutto il tessuto imprenditoriale italiano, facendo del corporate venture capital un motore fondamentale di trasformazione tecnologica e crescita.
