Ogni anno, Venezia si ritrova nel mirino per l’emergenza overtourism che ne mette a rischio l’identità e la vivibilità. Tiziana Lippiello, rettrice di Ca’ Foscari, parla di sfide concrete e di opportunità nascoste nel turismo culturale, mentre la città diventa un vero e proprio laboratorio per nuove soluzioni. Intanto, Napoli dimostra quanto il turismo sostenibile possa essere un motore di sviluppo: il Museo Diocesano Diffuso ne è un esempio tangibile, capace di coinvolgere comunità e visitatori in modo innovativo. Tra grandi città e realtà meno note, il settore si evolve, aprendo la strada a tendenze come il solo female travel, che cambiano il volto del turismo in Italia.
Venezia resta uno dei casi emblematici in Italia quando si parla di overtourism, ovvero quel sovraffollamento turistico che stravolge la vita di chi ci abita e mette sotto pressione le infrastrutture. Negli ultimi anni, il tema è diventato centrale nelle scelte di governo locale e al centro di numerosi studi. Tiziana Lippiello, rettrice di Ca’ Foscari, sottolinea come il turismo culturale possa rappresentare una doppia faccia: da un lato attira milioni di visitatori grazie al patrimonio artistico e storico; dall’altro, questo afflusso pesante incide negativamente sulla residenzialità e sull’ecosistema urbano. All’università si lavora per capire meglio queste dinamiche e per trovare strumenti innovativi e sostenibili di gestione. Venezia prova così a diventare un modello per altre città, cercando di bilanciare l’accoglienza turistica con la tutela del territorio e la qualità della vita dei suoi abitanti, affrontando in modo concreto le difficoltà nate dall’esplosione dei flussi turistici.
A Napoli, lontano dal clamore che circonda Venezia, si sta costruendo una storia diversa, fatta di turismo sostenibile con ricadute positive sull’economia e sulla società. Il Museo Diocesano Diffuso è un esempio concreto di come l’innovazione culturale possa tradursi in occupazione. Grazie alla Fondazione Napoli C’entro, tanti giovani del territorio hanno trovato lavoro nelle attività di promozione e gestione del patrimonio storico-religioso distribuito in città. Questo modello dimostra che il turismo sostenibile non è solo un’idea, ma può diventare un motore reale di sviluppo, capace di valorizzare sia i visitatori sia le comunità locali, incoraggiando la permanenza e gli investimenti nei quartieri urbani. L’esperienza di Napoli si inserisce in un dibattito più ampio sulla rigenerazione di aree meno conosciute e sulla valorizzazione delle identità culturali, spesso accompagnata da interventi di arte pubblica che sostengono questi processi.
Il nuovo numero di giugno 2024 della newsletter Pax allarga lo sguardo sul turismo culturale, includendo realtà meno conosciute e segmenti emergenti. Un’attenzione particolare è rivolta ai piccoli musei italiani, spesso trascurati ma ricchi di valore e potenzialità, da valorizzare con strategie ad hoc. Inoltre, Pax dedica spazio al fenomeno del “solo female travel”, un modo di viaggiare in crescita a livello internazionale, con esigenze specifiche legate a sicurezza, servizi e offerte culturali. L’analisi propone dati aggiornati, consigli pratici e riflessioni sul potenziale economico di queste nuove forme di turismo. A corredo, una serie di aggiornamenti da varie parti d’Europa, con iniziative innovative che vanno dall’uso dell’intelligenza artificiale alla valorizzazione di siti archeologici.
L’Italia continua a investire in progetti che uniscono ospitalità, cultura e arte contemporanea, creando connessioni tra patrimoni storici e comunità locali. Cantine, palazzi nobiliari e musei aprono le porte a visitatori sempre più diversi, puntando a un turismo esperienziale e consapevole. Parallelamente, non mancano occasioni per chi cerca lavoro nel settore, grazie a bandi e iniziative promosse sia dal pubblico che dal privato. Pax, distribuita gratuitamente ogni due settimane grazie al lavoro di Livia Montagnoli e Luisa Taliento per Artribune, si conferma punto di riferimento per chi vuole tenersi aggiornato o entrare nel mondo del turismo culturale con un approccio ampio e responsabile. Le proposte spaziano dalla promozione integrata del territorio all’adozione di nuove tecnologie per il marketing culturale, puntando sempre a un turismo sostenibile e inclusivo, che resta al centro delle politiche per il futuro.
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