Per quasi cinquant’anni, il Tuxedo ha fatto vibrare le notti di via Belfiore, tra luci stroboscopiche e musica a tutto volume. Oggi, quel tempio della vita notturna di San Salvario si appresta a cambiare volto, lasciando spazio a un progetto che punta in alto: la Galleria Umberto Benappi. Non si tratta solo di un cambio di insegna. L’idea è trasformare quegli spazi in un crocevia culturale, un centro per l’arte contemporanea che dia respiro a nuovi linguaggi e sperimentazioni. I cantieri apriranno a breve, con l’obiettivo di inaugurare entro metà settembre, giusto in tempo per TAG, o poco dopo, scommettendo sull’onda di Artissima.
Per oltre quarant’anni, il Tuxedo è stato il fulcro della movida cittadina, soprattutto negli anni Ottanta e Novanta, quando la sua fama varcava i confini della città. Aperto negli anni Settanta, ha accompagnato i mutamenti musicali e culturali del tempo, diventando un punto di riferimento per giovani e artisti. Oggi si ripensa senza dimenticare il passato: non si cancella la storia, ma la si trasforma, mantenendo viva la vocazione originaria di luogo d’incontro e creatività. La Galleria Umberto Benappi vuole far convivere artisti e pubblico in uno spazio pensato per la sperimentazione contemporanea, dove al posto di suoni e luci da discoteca ci saranno installazioni, performance e mostre.
L’apertura nel Tuxedo segna un passaggio importante per la galleria torinese, che amplia così la sua presenza in città con un sito carico di significato. Il progetto rifiuta l’idea tradizionale di galleria commerciale e punta a una “factory culturale”: non solo esposizioni, ma anche eventi come concerti, proiezioni, incontri con artisti e curatori, presentazioni di libri e performance. L’obiettivo è creare un luogo vivo tutto l’anno, capace di attrarre un pubblico variegato e di favorire il dialogo tra quartiere, comunità locale e scena artistica nazionale e internazionale. Umberto Benappi dedica questo nuovo inizio alla memoria del padre Mario, raccontando come una serie di incontri e segnali abbiano finalmente dato forma a un progetto a lungo coltivato.
Tra le novità spicca la membership, una rete di soci attivi che partecipano in modo continuativo alla vita della galleria. Non si tratta di una semplice tessera, ma di un programma che offre vantaggi concreti: anteprime, incontri riservati con artisti e curatori, visite esclusive e approfondimenti. L’idea è costruire una comunità di appassionati e sostenitori, pronti a prendere parte e contribuire alla crescita della galleria. Un modo per coinvolgere tanto il pubblico locale quanto i collezionisti, alimentando un dialogo costante con la programmazione artistica e culturale.
La nuova sede non si fermerà all’arte visiva. Il calendario prevede eventi mensili dedicati a musica dal vivo, cinema indipendente, spettacoli teatrali e collaborazioni con realtà culturali di rilievo a Torino e oltre. Si riprende così la vocazione originaria del Tuxedo come luogo di incontro e contaminazione artistica. L’obiettivo è trasformare lo spazio in un crocevia culturale, dove linguaggi diversi si incontrano e dialogano, offrendo al pubblico occasioni di partecipazione e scambio. Questa molteplicità di proposte aiuta a radicare la galleria nel tessuto sociale del quartiere, andando oltre il solo mercato dell’arte.
La crescita della Galleria Umberto Benappi non si ferma a Torino. In contemporanea, ha aperto una nuova sede a Sansicario Alto, in Val di Susa, in uno spazio più ampio e luminoso di 160 metri quadrati. La scelta punta a portare l’arte contemporanea anche in contesti meno tradizionali, valorizzando il territorio e creando un polo culturale alpino. La stagione inaugurale si apre con “Non è il quadro che vorrei”, una collettiva che mette a confronto artisti emergenti e affermati, curata e accompagnata da Gian Enzo Sperone. Un progetto che invita a guardare l’arte con occhi nuovi, rompendo schemi e favorendo un dialogo fresco all’interno della scena contemporanea.
L’espansione a Sansicario e l’arrivo nel Tuxedo raccontano una strategia chiara: da un lato, valorizzare un luogo simbolo in città per creare un polo culturale multidisciplinare; dall’altro, rafforzare un presidio artistico in montagna, per diversificare pubblici e contesti. Questi due progetti mostrano la dimensione innovativa della Galleria Umberto Benappi, che riesce a coniugare mercato, ricerca e attività culturale. Nei prossimi mesi, entrambi gli spazi si candidano a diventare punti di riferimento per la cultura torinese e italiana, inaugurando nuove modalità di coinvolgimento e produzione artistica.
«Finalmente un campus tutto per noi», ha detto uno studente, occhi che brillano di entusiasmo.…
Domenica 12 luglio, RaiUno ha riacceso i riflettori su Alberto Angela, uno dei volti più…
Il presidente del Consiglio ha fatto tappa a Doha per poche ore. Un viaggio lampo,…
«Il contesto è cambiato, serve un nuovo approccio». A dirlo è un alto ufficiale delle…
Nel cuore di Venezia, tra calli e canali, una mostra di Giuseppe Di Liberto cattura…
Cipro resta un puzzle aperto nel cuore del Mediterraneo. Dopo anni di negoziati fermi e…