“Roma ha bisogno di respirare.” Lo dicono gli abitanti dei quartieri dove le auto dominano, lasciando poco spazio a chi vorrebbe una piazza, un parco, un luogo dove incontrarsi. E proprio lì, in quei punti dimenticati o soffocati dal traffico, nasceranno nuovi spazi colorati e vivibili. L’idea non è più soltanto un sogno: entro il 2026, la città avvierà un progetto concreto, chiamato “Spazi a Colori”, con l’obiettivo di ridisegnare strade e piazze. Non si tratta di grandi rivoluzioni, ma di interventi mirati, leggeri, capaci di restituire vita ai quartieri, dal centro storico fino alle periferie. Saranno i cittadini, le associazioni e le imprese locali i protagonisti di questa trasformazione, chiamati a costruire insieme una Roma più accogliente e sostenibile.
Roma chiama a raccolta per l’urbanistica tattica: il bando “Spazi a Colori”
Il Comune ha aperto un bando che resterà attivo fino al 20 maggio 2024, invitando chiunque abbia voglia di rimettere mano agli spazi pubblici con soluzioni temporanee ma efficaci. Si parla di progetti finanziati fino a 50mila euro, che potranno usare materiali semplici e facilmente rimovibili: vernici per colorare l’asfalto, arredi mobili, piante e fioriere. Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica, ha spiegato che l’idea è ridare vita ad aree oggi occupate dai parcheggi o trascurate, per stimolare la socialità e favorire forme di spostamento alternative all’auto.
L’esperienza si basa su quanto già fatto in passato, come il progetto Blu Art, che ha portato 15 interventi in tutti i Municipi. Questa volta, però, il bando è aperto a un pubblico più ampio: cittadini, comitati di quartiere, associazioni, scuole, università e imprese locali. Si punta a costruire una rete di collaborazioni per creare spazi diffusi, sicuri e a misura di chi li vive.
Dove intervenire: i luoghi scelti per cambiare volto
Chi vuole partecipare deve scegliere uno spazio pubblico ben definito: una piazza, un incrocio, un slargo o un tratto di strada che abbia bisogno di una sistemata. Il bando dà priorità a luoghi vicino a “attrattori sociali” come scuole, mercati o biblioteche, punti dove la gente passa spesso ma che oggi non sono abbastanza accoglienti.
Si guarda anche alle zone con tanti abitanti ma pochi spazi verdi o aree gioco, o dove mancano servizi essenziali come panchine e zone d’ombra. Anche le strade con problemi di sicurezza per pedoni e ciclisti sono nel mirino. L’idea è intervenire proprio sulle aree più fragili, migliorando la vita di chi ci abita ogni giorno.
Cosa si può fare: il kit per dare identità ai progetti
Il Comune vuole che gli interventi siano riconoscibili e coerenti, per questo ha messo a punto un “kit di progetto” con elementi standard: tavoli, sedute, piante in vaso, fioriere e orti urbani. Ci saranno anche rastrelliere per bici, dissuasori e segnaletica stradale, oltre alla possibilità di colorare le superfici con vernici artistiche, una tecnica ormai consolidata nel campo dell’urbanistica tattica.
I progetti possono spaziare dalla creazione di piazze di quartiere, anche con pedonalizzazioni temporanee, a “strade scolastiche” davanti agli istituti, fino a interventi per riqualificare spazi esterni di edifici pubblici o culturali e per rilanciare aree pubbliche oggi poco frequentate. Ogni proposta dovrà adattarsi alle caratteristiche specifiche del quartiere.
Roma e l’urbanistica tattica: piccoli interventi, grandi risultati
La Capitale ha già fatto esperienza con l’urbanistica tattica, ottenendo risultati concreti. Si tratta di interventi veloci e a basso costo, basati sulla partecipazione diretta dei cittadini, che hanno trasformato piazze e strade con arredi mobili, colori e piccole modifiche alla viabilità. Anche se temporanei, questi interventi hanno migliorato la percezione degli spazi e stimolato la cura da parte della comunità.
In più, hanno fornito indicazioni preziose alle amministrazioni per investimenti più strutturati. Un esempio è il progetto in corso a Spinaceto, nel IX Municipio, sostenuto dal network C40 Cities, che lavora su sicurezza stradale, urbanistica di genere e partecipazione civica. “Spazi a Colori” prosegue su questa strada, mettendo Roma in linea con le migliori esperienze europee di innovazione urbana condivisa.
