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Riapre il Museo Civico delle Cappuccine a Bagnacavallo: al via la stagione con le foto di Guido Guidi

Il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo riapre le sue porte dopo mesi di lavori agli impianti. La città romagnola si prepara a un autunno ricco di eventi culturali, con mostre che spaziano dalla fotografia alla pittura fino alla ceramica contemporanea. Non solo: l’arte si allarga, coinvolgendo anche l’Ex Convento di San Francesco e la Chiesa del Suffragio, trasformando il centro storico in un vero e proprio percorso espositivo. L’inaugurazione ufficiale è fissata per la festa di San Michele, a fine settembre, ma alcune iniziative prenderanno il via già da fine agosto.

Fotografia romagnola sotto i riflettori: “In ponta d’pi” apre la stagione

La prima mostra, In ponta d’pi. Officina romagnola, punta i riflettori sulla fotografia romagnola e in particolare sul lavoro di Guido Guidi, fotografo cesenate nato nel 1941 e tra i protagonisti della scuola locale. Curata dal direttore del museo, Davide Caroli, insieme a Silvia Loddo, la rassegna raccoglie scatti che raccontano il paesaggio e la vita quotidiana con uno sguardo molto “locale”, quasi dialettale. Un modo di osservare che cerca la poesia nascosta nell’ordinario, senza forzature.

Guidi è presente sia come maestro riconosciuto sia come compagno di strada, accanto a lui ci sono altri nomi importanti della fotografia romagnola, come Nicola Baldazzi, Veronica Lanconelli, Davide Baldrati e Cesare Ballardini. La mostra sarà visitabile dal 24 settembre 2026 al 10 gennaio 2027 negli spazi delle Cappuccine, accompagnata da un catalogo disponibile al bookshop del museo.

Pittura e ceramica: gli appuntamenti fuori dal museo

La fotografia non sarà l’unica protagonista. Già dal 29 agosto la Chiesa del Suffragio ospita la personale Cenere e stelle – Il miracolo terribile di Giovanni Ruggiero, ceramista nato a Fontanarosa nel 1973 e vincitore nel 2011 del Primo Premio al 57° Premio Faenza. La mostra, parte del festival Argillà Italia, presenta ceramiche e installazioni che rinsaldano il legame tra Bagnacavallo e la tradizione contemporanea della ceramica artistica.

Dal 19 settembre all’8 novembre 2026, invece, all’Ex Convento di San Francesco va in scena Non voltarti adesso, personale della pittrice Chiara Calore, curata da Milovan Farronato. Il titolo è un omaggio al film Don’t Look Now di Nicolas Roeg, ambientato a Venezia, dove Calore si è formata. L’esposizione invita a un’esperienza visiva fuori dal tempo, che fa emergere memoria e intuizione. La pittura di Calore gioca con continui rimandi e variazioni, sfidando chi guarda a tornare più volte sulle sue immagini.

Un museo con radici profonde e collezioni di pregio

Le origini del Museo Civico delle Cappuccine risalgono al secondo dopoguerra, quando le prime raccolte cittadine vennero sistemate vicino alla Biblioteca Civica “Taroni” a Palazzo Vecchio. Nel 1965 fu riconosciuto come “museo minore non statale” e ufficialmente istituito dal Consiglio Comunale nel 1967. La vera svolta arrivò nel 1970 con l’acquisto del complesso conventuale di via Vittorio Veneto, ex proprietà delle suore Cappuccine, dove nel 1976 nacque un centro culturale polivalente che univa museo e altre attività artistiche.

Negli anni il museo ha arricchito le sue collezioni con donazioni importanti: nel 1986 il fondo di pitture e documenti dell’artista Enzo Morelli e, soprattutto, il Gabinetto delle Stampe, nato grazie al collezionista Emilio Ferroni. Oggi il museo vanta più di mille stampe antiche di maestri come Albrecht Dürer, Stefano della Bella e William Hogarth, oltre a un Fondo Incisioni Contemporanee con circa 11.000 opere di 1.500 artisti italiani.

Bagnacavallo, capitale italiana dell’incisione contemporanea

Con queste collezioni, Bagnacavallo si è guadagnata un ruolo di primo piano nella conservazione e nello studio dell’incisione. Il museo organizza regolarmente la Biennale di Incisione “Giuseppe Maestri” e cura il Repertorio degli Incisori Italiani, strumenti fondamentali per la promozione dell’arte incisoria contemporanea in Italia. Nel 2008 l’istituto ha assunto il nome attuale, recuperando così l’identità legata all’ex convento delle Cappuccine.

Negli ultimi anni si sono susseguiti lavori di aggiornamento museografico e riallestimenti, con un occhio di riguardo alle sezioni d’arte antica e contemporanea. Il programma per il 2026 conferma la voglia di offrire un’offerta culturale varia, diffusa e di qualità.

Oggi il Museo Civico delle Cappuccine e gli altri spazi espositivi di Bagnacavallo sono diventati punti di riferimento per la fotografia, la pittura e la ceramica contemporanea, senza dimenticare la tradizione culturale radicata nella storia locale e nazionale. L’autunno 2026 si apre così con una stagione ricca di stimoli e sorprese per residenti e visitatori.

Redazione

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