A Brescia, Niulinx sta cambiando le regole del gioco nella mobilità autonoma europea. Lo scorso mese, la startup nata dal Politecnico di Milano ha incassato 38 milioni di euro in un round di finanziamento guidato da A2A e CDP Venture Capital. Non è solo una questione di numeri: dietro a questo investimento c’è la voglia di portare sulle strade una tecnologia tutta italiana, capace di competere su scala continentale. Luca Foresti, il manager che guida Niulinx, ha alle spalle anni di esperienza tra tecnologia e sanità. Ora, con ambizione e determinazione, punta a trasformare la guida autonoma in una realtà concreta e made in Italy.
Da Brescia all’Europa: le radici scientifiche di Niulinx
Niulinx nasce dal gruppo di ricerca AIDA del Politecnico di Milano, diretto dal professor Sergio Matteo Savaresi. Qui lavorano più di sessanta esperti tra ingegneri, data scientist e ricercatori, che hanno messo a punto un sistema completo per la guida autonoma. Il progetto è stato pensato per rispettare le norme europee e per poter essere esportato in nuovi mercati. Dalla percezione dell’ambiente alla pianificazione del percorso, dal controllo diretto del veicolo alla gestione a distanza delle flotte, Niulinx sviluppa un mix di software e hardware integrati. È la prima realtà italiana capace di combinare competenze di alto livello con un piano industriale solido, puntando su obiettivi concreti e con finanziamenti importanti. Il loro approccio “regulatory-first” mette al centro la conformità alle regole, per ottenere omologazioni rapide e garantire sicurezza ai massimi livelli.
Luca Foresti e il cuore del team di Niulinx
Alla guida di Niulinx c’è Luca Foresti, CEO con un profilo fuori dal comune. Di formazione fisico, Foresti ha costruito la sua carriera tra innovazione e sanità, guidando per oltre dieci anni il Centro Medico Santagostino, punto di riferimento nella sanità privata digitale italiana. Ha vissuto il passaggio al mondo delle startup e della tecnologia, cofondando diverse realtà innovative e lavorando nel venture building con First Principles. Al suo fianco ci sono Gian Marco Felice, CFO, e Cristiano Bonetti, CTO. Insieme formano una squadra con competenze che spaziano dal business alla tecnologia, passando per la ricerca. Questo mix assicura a Niulinx una guida capace di bilanciare innovazione, strategia industriale e gestione finanziaria.
Un investimento da record per la guida autonoma italiana
Il round da 38 milioni di euro è il più grande mai registrato in Italia nel campo della guida autonoma. A guidare l’operazione sono stati A2A e CDP Venture Capital, che hanno investito ciascuno 10 milioni. A loro si sono uniti altri importanti attori come AFL, Ferrovie dello Stato Italiane, Pirelli, VC Partners SGR, il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile e la Fondazione ICO Falck. Non mancano poi nomi di rilievo a livello internazionale, come Emilio Frazzoli e Stefano Bernardi. Questa alleanza copre settori chiave come mobilità, infrastrutture, energia e materiali avanzati, a dimostrazione di un interesse condiviso per una mobilità autonoma sostenibile in Europa. Il Fondo Artificial Intelligence di CDP Venture Capital, sostenuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiunge un valore strategico, puntando a far nascere campioni nazionali dell’intelligenza artificiale con sovranità digitale.
Da Brescia all’Europa: il progetto pilota che fa scuola
Il progetto pilota di Niulinx, partito nel 2025, ha fatto muovere per la prima volta in Italia veicoli elettrici a guida autonoma sulle strade di Brescia. Grazie alla collaborazione tra A2A, Politecnico di Milano e MOST, è stato testato un servizio di car sharing innovativo: auto in grado di raggiungere il cliente da sole, accompagnarlo a destinazione e poi tornare automaticamente a ricaricarsi o ad attendere nuove chiamate. Questo esperimento dimostra il potenziale di una mobilità condivisa, sostenibile e senza conducente umano. Ora Niulinx vuole fare il salto e portare questa esperienza in Europa. Il piano è di crescere attraverso un modello di franchising che coinvolga operatori locali, partendo dalla Germania, per allargare in fretta flotte e servizi in più Paesi.
Come saranno usati i 38 milioni: tecnologia, squadra e crescita
I fondi raccolti saranno investiti su tre fronti principali. Prima di tutto, ci sarà il completamento e la certificazione della tecnologia, con la finalizzazione del percorso per ottenere l’omologazione europea, un passaggio fondamentale per poter mettere su strada i veicoli autonomi in Europa. In parallelo, Niulinx punta a rafforzare il proprio team tecnico e di ricerca, che crescerà dagli attuali sessanta a oltre cento professionisti tra ingegneri e data scientist, per accelerare sviluppo e innovazione. Infine, il modello di franchising verrà messo in campo con operatori locali in mercati chiave, con un occhio di riguardo alla Germania. Questa strategia dimostra che Niulinx vuole non solo fare passi avanti sul piano tecnologico, ma anche diventare un protagonista concreto e diffuso nel panorama industriale europeo.
