Pasqua 2026 segna la chiusura di un capitolo importante: l’ultimo numero di TAILOR arriva proprio in quel momento. Questa newsletter ha raccontato la moda contemporanea come mai prima d’ora, esplorandone i legami più profondi con arte e culture diverse. La moda non è più solo abiti o tendenze passeggere. È un universo complesso dove creatività indipendente, istituzioni culturali e nuove economie si intrecciano, stravolgendo il modo in cui vediamo il mondo. Proprio mentre il settore affronta grandi incertezze sul suo futuro, TAILOR si è fatto spazio come una lente critica, capace di svelare ciò che accade dietro le quinte.
Al centro di questo numero c’è SUNNEI, il marchio nato a Milano nel 2014 da Loris Messina e Simone Rizzo. Fin dall’inizio, il brand ha sfidato le regole della moda, puntando più sul sistema che crea il prodotto che sul prodotto stesso. Le loro sfilate sono state vere e proprie performance, storie complesse raccontate attraverso i vestiti. Ora che i fondatori hanno lasciato, la domanda è: può SUNNEI mantenere viva la sua identità senza chi l’ha creata?
È una sfida importante, che riguarda il futuro del marchio e la sua capacità di rinnovarsi restando fedele a sé stesso. SUNNEI si inserisce così in un dibattito più ampio su come i brand di moda riescano a rigenerarsi o a trasformarsi nel tempo, affrontando nuove forme di lavoro indipendente e sistemi produttivi in evoluzione.
Un altro pezzo forte del numero è l’intervista a Étienne Russo e la presentazione di Villa Eugénie, realtà che ha rivoluzionato il modo di fare sfilate negli ultimi trent’anni. Non si tratta solo di mettere in scena la moda, ma di creare esperienze capaci di trasformare il lusso in narrazioni poetiche e immersive.
Russo, con radici belghe e influenze che spaziano dal Giappone ai club di Berlino, ha costruito una rete internazionale che si muove tra Bruxelles, Parigi, New York e Milano. Villa Eugénie funziona come una vera “macchina organizzativa”, dove ogni dettaglio è studiato per mettere insieme mondi complessi invece di eventi isolati. Il risultato sono presentazioni di moda che diventano esperienze multisensoriali, capaci di far percepire il brand oltre il semplice prodotto.
Sul fronte internazionale, TAILOR racconta progetti che intrecciano moda, patrimonio culturale e innovazione. Si parte dall’intervento di Jacquemus a Versailles, impegnato nel restauro della celebre fontana, fino alla settimana dedicata al craft organizzata da Sotheby’s a Londra, che mette sotto i riflettori la qualità artigianale e il valore culturale degli oggetti.
In Belgio, al MoMu di Anversa apre una mostra sui “Sei di Anversa”, i protagonisti che hanno segnato la moda contemporanea, mentre a Milano lo spazio Ponte Uovo di Frogslab si anima come laboratorio urbano di sartoria sociale, sostenuto da fondi europei. Qui economia circolare, educazione e pratiche tessili si intrecciano, dando vita a un modello di innovazione sociale nel settore.
Intanto, Polimoda ha stanziato oltre 600 mila euro in borse di studio per le nuove generazioni di professionisti della moda, sottolineando quanto sia cruciale formare chi dovrà affrontare le sfide globali del futuro.
Il numero di TAILOR del 5 aprile 2026 traccia così il profilo di una moda in continua trasformazione. Tra arte, prodotto e sperimentazione culturale, si delinea una geografia sempre più complessa che racconta i molteplici volti di un sistema in movimento.
A pochi passi da Piazza Affari, un ex caveau di banca sta per diventare il…
L’intelligenza artificiale generativa sta cambiando tutto. Non è più una questione da laboratorio o da…
La Milano Design Week 2026 non si limita più ai soliti nomi e installazioni da…
«Abbiamo deciso di allargare il taglio fiscale anche alle aziende agricole». Così il ministro dell’Economia…
Il prezzo della benzina non smette di salire, e le tasche degli italiani ne risentono…
Maurizio Cattelan non è uno che si accontenta di seguire le regole. La sua “Nona…