Tra Novate Milanese e Cormano, nascosto nel cuore del Parco Nord di Milano, il Parco della Balossa sta per vivere una trasformazione significativa. Cinquanta studenti delle prime classi dell’istituto professionale Aslam di Quarto Oggiaro hanno messo in moto un progetto che va ben oltre un semplice restyling. Qui natura e arte si intrecciano, creando un ponte tra ambiente e creatività che cattura sguardi e stimola partecipazione. Dietro l’iniziativa, una rete di collaborazioni solide: Koinè Cooperativa Sociale e Casa Testori Associazione Culturale, con il sostegno di Fondazione Cariplo, lavorano insieme per ridare al parco un’anima più viva. L’intento? Proteggere la biodiversità e trasformare questo spazio in un luogo di cultura condivisa, un vero e proprio punto di incontro per la comunità.
Il progetto mette al centro un percorso educativo che coinvolge i ragazzi in un’esperienza diretta con l’ambiente. Gli studenti non sono spettatori, ma protagonisti attivi. Camminano nel bosco, ascoltano i suoni della natura, osservano insetti e piante, prendendo appunti come veri ricercatori. Un approccio che ricorda la citizen science: imparano a raccogliere e analizzare dati ambientali con rigore, ma anche con entusiasmo. Così sviluppano non solo competenze scientifiche, ma soprattutto un legame profondo con il territorio che li circonda. Gli educatori di Koinè li accompagnano in questo viaggio, trasformando il parco in una vera palestra di consapevolezza ecologica, capace di accendere curiosità e responsabilità. In pratica, i ragazzi diventano custodi attivi di quel pezzo di natura che attraversano ogni giorno.
A fianco della parte scientifica, il progetto offre anche un’importante componente creativa. Gli studenti lavorano con artisti della Casa Testori che li guidano a trasformare le esperienze naturali in espressioni artistiche. Fotografie, performance sonore, installazioni: sono solo alcune delle forme che prenderanno vita. Attraverso l’arte, il parco si mostra sotto una luce diversa, offrendo nuove storie e punti di vista. _Natura e arte si intrecciano, rendendo più vivi e comunicativi quei paesaggi._ Scienza e poesia dialogano, creando una conoscenza collettiva che racconta non solo il territorio, ma anche le persone che lo abitano. Il risultato finale sarà un’opera condivisa, specchio di questo incontro tra natura, cultura e creatività.
La scelta del Parco della Balossa non è casuale. Questo spazio verde fa da collegamento tra la città di Milano e le zone rurali vicine. Un lembo di natura che unisce ambienti diversi e persone con esperienze differenti. Negli ultimi anni la Balossa ha assunto anche un ruolo culturale più definito. Il progetto “Bei Luoghi” ha portato a trasformazioni concrete, come il recupero dell’ex Hangar Balossa, che durante il Festival della Biodiversità si trasforma in un centro multifunzionale. Inoltre, iniziative come il concorso di land art “Arte in Balossa” hanno arricchito il parco con installazioni permanenti, tra cui “Fake History” di Francesco Fossati e “Belvedere” di Matteo Attruia. Queste opere hanno trasformato l’area in un museo a cielo aperto, dove arte e natura si fondono in un percorso unico. Con il progetto “Ambient-arti”, partito quest’anno e attivo fino a luglio 2027, si vuole aggiungere un nuovo capitolo a questa storia. L’obiettivo è rafforzare la cultura della sostenibilità, consolidare le relazioni educative e culturali, e fare del parco un modello di inclusione sociale e rigenerazione ambientale.
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