Trent’anni fa, “Il vile” dei Marlene Kuntz ha scosso le fondamenta del rock italiano. Due anni dopo “Catartica”, quell’album ha incarnato rabbia e sensualità, scolpendo un suono distorto che ha ridefinito il noise rock nel nostro Paese. Oggi, quella stessa energia brucia ancora. La band piemontese torna senza mezze misure, pronta a raccontare una verità che non perde mai peso: la codardia umana. Tra concerti sold out e una ristampa speciale con le illustrazioni di Alessandro Baronciani, “Il vile” si ripresenta come un classico senza tempo. La tappa di Torino? Un appuntamento da non perdere.
“Il vile”: un album che ha cambiato il rock italiano
“Il vile” non è stato solo un disco, ma una pietra miliare per la musica italiana degli anni ’90. In un’epoca in cui il noise rock era poco conosciuto da queste parti, i Marlene Kuntz hanno tracciato una strada nuova, fatta di suoni abrasivi ma anche di tensioni emotive fortissime. Non a caso, Rolling Stone lo ha inserito tra i 100 album italiani più importanti di sempre, riconoscendone il peso culturale e artistico.
A distanza di tre decenni, il disco continua a colpire non solo per la sua carica sonora, ma per i testi che scavano dentro le paure e le fragilità dell’animo umano. “Il vile” è un invito a guardarsi dentro, a confrontarsi con i propri limiti. La band ha saputo mescolare rabbia e poesia, distorsioni e delicatezza, creando un racconto che resiste al passare del tempo.
Torino applaude i Marlene Kuntz: due serate sold out all’Hiroshima Mon Amour
La città di Torino ha fatto da sfondo a un momento speciale per i Marlene Kuntz, con due concerti sold out all’Hiroshima Mon Amour l’8 e il 9 aprile 2024. Il locale, che per anni è stato una seconda casa per la band, si è riempito di fan pronti a immergersi in un’atmosfera intensa, fatta di luci che giocavano con il buio e suoni che alternavano pulizia e distorsioni.
La scaletta è stata un vero e proprio viaggio nel tempo, con quasi tutte le tracce di “Il vile” eseguite nell’ordine originale, ad eccezione di “E non cessa di girare la mia testa in mezzo al mare”. La band ha mostrato una forma smagliante, capace di alternare energia pura e momenti più raccolti, come nella versione asciutta e solenne di “Come stavamo ieri”. Il pubblico ha ritrovato pezzi iconici come “Retrattile”, “Overflash” e “Ape Regina”, fino al gran finale con la title track.
Dopo questa prima parte, il concerto è proseguito con brani scelti da altri album, per emozionare i fan di lunga data. A chiudere è stata una versione carica di energia di “Festa mesta” che ha acceso la platea. L’encore ha riservato sorprese con “Infinità” da “Ho ucciso paranoia” e “Lieve” da “Catartica”, confermando la versatilità della band.
La nuova veste di “Il vile”: la ristampa illustrata da Alessandro Baronciani
Non è solo il tour a celebrare i trent’anni di “Il vile”. È uscita anche una ristampa del disco, impreziosita dalle illustrazioni di Alessandro Baronciani, fumettista di fama nazionale. Questa nuova grafica dà una prospettiva fresca all’album, creando un dialogo diretto con la forza evocativa delle canzoni.
Le immagini di Baronciani non si limitano a decorare il disco, ma ne rafforzano il messaggio, intrecciando graphic novel e musica alternativa. La collaborazione aggiunge profondità a un’opera già densa, offrendo ai fan e ai nuovi ascoltatori un’esperienza che coinvolge più sensi.
Questa ristampa è un vero e proprio pezzo da collezione, che non solo celebra un’eredità trentennale, ma rilancia l’attenzione su un disco che non ha mai smesso di parlare.
Cristiano Godano e i Marlene Kuntz: la forza di una band che non molla
Parlare dei Marlene Kuntz significa parlare soprattutto di Cristiano Godano, voce e cuore pulsante del gruppo. Nei concerti all’Hiroshima Mon Amour, Godano ha mostrato un carisma che trasforma ogni canzone in uno sfogo sincero, capace di coinvolgere chi ascolta. Sul palco, insieme a Riccardo Tesio, Luca Lagash e Sergio Carnevale, ha guidato un viaggio emotivo che non ha perso un briciolo di intensità.
Il quartetto ha mantenuto intatta la qualità tecnica e la potenza espressiva che li ha resi protagonisti dell’alternative rock italiano. Lo spettacolo, durato poco più di novanta minuti, è stato pieno e soddisfacente, passando con disinvoltura dal grunge alle ballate, fino a momenti più introspettivi.
Il finale con il tributo a “How Soon Is Now?” degli Smiths ha suggellato una serata dedicata a celebrare un’eredità importante, rinnovando il legame tra band e pubblico. Tutto questo conferma che i Marlene Kuntz non hanno perso smalto e restano una delle realtà più solide del panorama nazionale.
Il 2024 è l’anno in cui “Il vile” e i Marlene Kuntz continuano a essere un punto di riferimento per chi ama il rock underground e riflessioni profonde sull’animo umano. I festeggiamenti non sono solo un omaggio al passato, ma un modo per tenere viva una storia che ha ancora molto da raccontare.
