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Mario Schifano e Salvatore Scarpitta protagonisti all’asta di Christie’s Parigi: l’arte italiana torna sotto i riflettori

Il 2024 segna il ritorno trionfale dell’arte italiana nel cuore pulsante delle aste internazionali. Parigi, con la sua aura senza tempo, ospita Christie’s, pronta a mettere in scena una selezione di capolavori del Novecento italiano. Mario Schifano e Salvatore Scarpitta sono i nomi che brillano, non solo per il loro peso storico, ma perché incarnano l’energia di un mercato che non smette di guardare alla nostra arte contemporanea con interesse vivo e costante. Prima che le tele varcassero la Senna, c’è stato un tour d’anteprime: Milano a Palazzo Clerici, Roma all’Hotel de Russie, e perfino Torino, con una presentazione esclusiva nella sede di Ersel, un luogo di confronto e scambio tra collezionisti e addetti ai lavori. Adesso, tutto è pronto per il grande appuntamento nella Ville Lumière.

“Thinking Italian”: a Parigi il Novecento italiano sotto i riflettori

Christie’s rilancia la sua scena parigina puntando tutto sulla sezione “Thinking Italian”, che sarà parte integrante della vendita serale 20th/21st Century prevista per il 15 aprile 2026. L’interesse per l’arte italiana del Novecento emerge chiaro e forte, sia nell’allestimento sia nella qualità del catalogo, che raccoglie opere di grande rilievo provenienti da collezioni importanti. Non si tratta solo di singoli pezzi, ma di un dialogo vivo tra passato e presente, con opere di valore storico e riconosciute a livello mondiale. La rassegna si prolunga anche nei giorni successivi, con le sessioni di Art Contemporain e Art Impressionist & Moderne , garantendo così continuità e visibilità alle opere italiane. Il catalogo mette in campo nomi di spicco come Ettore Spalletti, Piero Dorazio e Giorgio de Chirico, a conferma della varietà e della profondità della proposta, e del legame saldo con la tradizione artistica del nostro Paese.

Mario Schifano: tra America e Roma, un ritorno atteso

Mario Schifano torna al centro della scena con due opere di grande peso, apprezzate tanto dal punto di vista culturale quanto collezionistico. Il primo dipinto, Untitled , arriva dalla collezione privata del critico d’arte Maurizio Calvesi ed è un pezzo raro, che mancava sul mercato da quasi vent’anni. Recentemente è stato protagonista della mostra “Mario Schifano: The Rise of the ‘60s” a New York, che ha ribadito il suo ruolo di primo piano nell’arte italiana del dopoguerra. Le stime per l’asta oscillano tra 120.000 e 180.000 euro, segno di un interesse forte anche oltre confine. La seconda opera, View Beyond the Hudson River , Gigli d’acqua, datata 1964, è invece un omaggio al periodo americano di Schifano. Il quadro ricorda la sua relazione con Anita Pallenberg, icona della moda e della cultura anni Sessanta, e evoca l’atmosfera di New York, tra suggestioni personali e riferimenti al MoMA e ai Gigli d’acqua di Monet. Qui le valutazioni salgono tra 200.000 e 300.000 euro, a conferma dell’importanza di questo lavoro nel panorama delle aste internazionali.

Salvatore Scarpitta e il monumentale South Turn

Salvatore Scarpitta si fa notare con un’opera di grande formato, South Turn, realizzata nel 1962. La scultura, composta da bende intrecciate in tonalità verdi e rosse, non è solo un pezzo dal forte impatto estetico, ma anche un esempio della complessità strutturale e tridimensionale che caratterizza il lavoro dell’artista. Proveniente dalla collezione di Franca Buffa a Torino, South Turn ha un passato prestigioso, con esposizioni in gallerie come la Leo Castelli di New York e la Galleria Notizie di Torino, fattori che ne aumentano il valore storico e commerciale. La stima per il lotto va da 400.000 a 600.000 euro, confermando South Turn come uno dei pezzi più importanti dell’asta parigina. Renato Pennisi, senior specialist internazionale di Christie’s e responsabile della sessione italiana, ha sottolineato l’unicità dell’opera per formato e provenienza, evidenziando Scarpitta come un nome chiave per capire le avanguardie italiane del secondo Novecento.

Altri nomi e opere italiane da tenere d’occhio

La selezione italiana in catalogo si arricchisce di altre opere di grande valore. Piero Dorazio presenta Mira I, del 1959, stimato tra 140.000 e 180.000 euro, un esempio di geometrie e colore nel panorama astratto italiano. Ettore Spalletti è presente con Mobile, un trittico del 1974 che non era mai finito sul mercato fino ad oggi, suscitando così grande interesse, con una valutazione tra 100.000 e 150.000 euro. A chiudere, ma non meno significativo, c’è una Piazza d’Italia del 1965 di Giorgio de Chirico, che lega il catalogo alla tradizione metafisica e all’arte italiana più riconoscibile. Ogni opera conferma una selezione attenta e un occhio esperto per l’originalità e la qualità. Le aste di Christie’s a Parigi nel 2026 si confermano un appuntamento imperdibile per chi vuole capire i fermenti dell’arte italiana contemporanea e modernista, mettendola in dialogo con il mercato globale e offrendo nuove opportunità ai collezionisti.

Redazione

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