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In Cina è stato censurato il coro dello Zecchino d’oro: ecco perché

Il direttore dell’Antoniano, frate Giampaolo Cavalli: “Non sappiamo quali siano i motivi per cui la canzone in Cina non sia stata inserita in programma”

Nella 53esima edizione dello Zecchino d’Oro del 2010, la canzone Forza Gesù, cantata dal piccolo Simone Deiana con testo e musica di Rosa Martirano, vinse il premio collaterale dello Zecchino Rosso.

Inevitabile che negli anni a seguire spopolasse in Cina: l’hanno scoperto su Youtube e se ne sono innamorati ed è diventata la bandiera del Piccolo Coro dell’Antoniano, la chiave decisiva per aprire una preziosa collaborazione tra la realtà canora che ha segnato per generazioni di italiani e l’Oriente.

La censura del brano Forza Gesù in Cina: non è la prima volta per un brano a tema religioso

A sorpresa però, quest’anno, il coro bolognese più famoso d’Italia non ha potuto eseguire il brano: affascinati per anni dagli accorsi, solo adesso probabilmente qualcuno ha tradotto il testo: Forza Gesù, non ti preoccupare/Se il mondo non è bello visto da lassù/Con il Tuo amore si può sognare/E avere un po’ di Paradiso/ Quaggiù.

Versi innocenti, ma sicuramente religiosi, evidentemente poco in linea con i principi laici di una Stato guidato da un Partito comunista alquanto intransigente.

Coro dell’Antonioli che partecipa allo Zecchino d’Oro https://zecchinodoro.org/ – Etruriaoggi.it

 

“Non sappiamo quali siano i motivi per cui la canzone non sia stata inserita in programma – afferma frate Giampaolo Cavalli, direttore dell’Antoniano – D’altronde nel nostro vasto repertorio di oltre 800 canzoni tutte mettono l’accento sui valori dell’amicizia, della fratellanza, del rispetto della diversità. Le scelte sono per lo più di carattere prettamente musicale”.

Già nel 2017 erano state censurate due canzoni dell’Antoniano a tema religioso – La preghiera Alleluia lodate il Signore -, mentre Forza Gesù era passata indenne, anzi durante la visita del presidente Mattarella una scuola elementare del Popolo di Chongquinq l’aveva intonata con sentita partecipazione.

“Non abbiamo rapporti diretti con le autorità cinesi – aggiunge il direttore Cavalli – Siamo invitati dal nostro partner in loco che si occupa di tutta l’organizzazione. Anche loro hanno un piccolo coro di bambini e bambine che canta le nostre canzoni in italiano, così come noi ne cantiamo alcune in cinese”.

Continua: “Il Coro, nato nel 1963 sotto la direzione di Mariele Ventre, all’inizio era davvero piccolo, con appena 8 elementi. Adesso sono 65 tra i 4 e i 12 anni. Non solo italiani, ma anche argentini, bengalesi, ucraini e filippini. Il confronto tra culture è uno dei punti di forza, sono ambasciatori dell’Unicef e Patrimonio per una cultura di pace dell’Unesco. La prima tournée in Cina è del 2015, ripetuta per sei volte fino a quest’anno, 8 date tra Shanghai e Nanchino. Hanno assistito 15 mila persone. È stato un bellissimo momento di incontro soprattutto per i bambini che con la musica fanno saltare tutte le barriere”.

Così, bandita Forza Gesù, i bimbi cinesi e italiani con una sola voce hanno così intonato Il pianeta Grabov, con musiche di Dodi Battaglia dei Pooh e testo di Giovanni Gotti che parla di un pianetino poco più grande di un pallone e fa così: “Qualcuno ha detto che crescerà/E come la terra, un giorno, lui diventerà/Ma non importa, uguale o diverso/Ognuno ha il suo posto in questo infinito universo”.

Non si è fatta attendere la dichiarazione dell’assessore regionale alla Cultura della Lombardia Francesca Caruso: “Censurare il brano di un coro italiano è un atto ostile sottende qualcosa di più profondo contro la libertà religiosa, in particolare quella cristiana. Auspico che possa emergere un consenso generale a favore della difesa della libertà, considerando il nostro coro come un orgoglio nazionale, e che tutti si dissocino da questa decisione avventata, priva di fondamento culturale”.

Giulia De Sanctis

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