Nella notte tra il 23 e il 24 luglio 1974, a Novara, sparì un piccolo capolavoro: l’Ecce Homo, attribuito ad Antonello da Messina. Rubato dal Museo del Broletto insieme ad altre sette opere, il dipinto svanì nel nulla, lasciando un vuoto che ancora oggi pesa sulla città e sull’intero paese. Di quell’opera non si è mai più avuta traccia, se non in una fotografia scattata nel 1961. Quel fermo immagine, custodito gelosamente dall’istituto fotografico fiorentino SCALA*, è diventato negli anni un simbolo e, nel 2020, ha avuto un ruolo cruciale nelle indagini per proteggere il patrimonio culturale italiano. Un mistero irrisolto, una ferita aperta nella storia dell’arte nazionale.*
Il Broletto è da sempre il fulcro della vita pubblica e culturale di Novara. Il complesso nasce tra il XIII e il XVIII secolo dall’unione di quattro edifici storici: il Palazzo dell’Arengo, il Palazzetto dei Paratici, il Palazzo del Podestà e il Palazzo della Referenderia. Nel corso dell’Ottocento e poi ancora negli anni Trenta del Novecento, questi spazi sono stati ristrutturati, mantenendo però sempre la loro funzione pubblica. Dopo la Seconda guerra mondiale, il Salone dell’Arengo è diventato il luogo scelto per cerimonie ufficiali ed esposizioni di rilievo. Nel frattempo, le altre sale hanno continuato a ospitare collezioni importanti, come quella di Alfredo Giannoni, che raccoglie opere dall’Ottocento ai primi decenni del Novecento. Una testimonianza preziosa della tradizione artistica locale, custodita all’interno del Broletto.
La notte tra il 23 e il 24 luglio 1974 segna una ferita profonda nella storia del Broletto. Otto opere spariscono nel nulla, tra cui proprio l’Ecce Homo attribuito ad Antonello da Messina. Le cronache dell’epoca raccontano di un sistema di sicurezza praticamente inesistente: nessun allarme, neanche un direttore responsabile a vigilare. Un buco enorme che ha aperto la strada al furto, rimasto senza colpevoli. Nel tempo, la valutazione dell’opera è cambiata: secondo la scheda aggiornata della Fondazione Zeri, il dipinto è opera di un artista anonimo del XV secolo, mentre in passato si era pensato potesse essere di Antonello o di Pietro de Saliba. Resta certo che l’ultima sede conosciuta è il Museo del Broletto di Novara. Nonostante la notorietà del quadro e le richieste pubbliche, anche attraverso trasmissioni come “Chi l’ha visto?” della Rai nel 2021, ogni tentativo di ritrovarlo è stato vano.
A conservarne la memoria visiva più nitida è una fotografia scattata nel 1961 da SCALA – Istituto Fotografico Editoriale, nato a Firenze nel 1953 con l’obiettivo di immortalare opere d’arte e architetture per cataloghi, studi e pubblicazioni in varie lingue. Dietro questa iniziativa c’è stata la lungimiranza del critico d’arte Roberto Longhi, che ha promosso un metodo innovativo per conservare e diffondere le immagini del patrimonio artistico italiano. Nel 2020, SCALA ha messo a disposizione quella fotografia al Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, permettendo di associare con certezza l’immagine al quadro rubato. Questa foto si inserisce nel più ampio quadro delle opere italiane mai recuperate dal dopoguerra a oggi, tra cui capolavori come la Natività con i santi Lorenzo e Francesco di Caravaggio o la Madonna dell’Orto di Giovanni Bellini. L’Ecce Homo del Broletto entra così a far parte di quel triste elenco di opere perdute, al centro di indagini e ricordi.
L’immagine dell’Ecce Homo, conservata da più di sessant’anni, non è solo una traccia del passato, ma un documento fondamentale per ogni futuro tentativo di recupero e tutela, a beneficio dell’intero patrimonio artistico italiano e di chi lo custodisce.
Nel silenzio delle strade e delle case, migliaia di vite si spezzano senza clamore. Sono…
Nel cuore di Montecitorio, il voto segreto torna a far parlare di sé, come una…
«Non è grave, ma lascia sconcertati». Così Zanoni, volto noto di Europa Verde, commenta un…
«Non tutto ciò che si racconta è vero, ma tutto ciò che è vero è…
Sessant’anni chiusa, silenziosa, a vegliare sulla città senza più aprire le sue porte. La Torre…
Il Medio Oriente brucia da decenni, e con esso bruciano speranze e rancori. Il progetto…